Trasporto rifiuti pericolosi e Responsabilità Enti – lettura ragionata art. 258 d.lgs. 152/2006

Trasporto rifiuti pericolosi o certificato di analisi rifiuti?

Quale condotta è prevista dal Dlgs n. 231/2001? –Dlgs. 116/2020 e Responsabilità Enti

A cura di Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri – 26.1.2021


L’art. 258 Dlgs. 152/2006 è dedicato ai registri di carico e scarico, agli obblighi di comunicazione, al trasporto dei rifiuti e ai certificati dei rifiuti. L’articolo è stato più volte modificato negli anni subendo radicale trasformazione con la riforma del Dlgs. 205/2010 in tema di Sistri ,ad oggi abrogato ma rinato sotto mentite spoglie.

Il comma 4, secondo periodo, dell’art. 258 veniva però considerato meritevole di attenzione dal Dlgs. 231/2001 relativo alla responsabilità delle Società e inserito nell’elenco dei reati presupposto di cui all’art. 25 undecies dal Dlgs. 121/2011.

Nel 2011, l’art. 258 comma 4 indicava al secondo periodo, la condotta di falsificazione del “certificato analisi rifiuti”, oggetto di attenzione del legislatore. Testo in vigore fino al 29.5.2020 ovvero fino alla modifica inserita proprio dal Dlgs. 116/2020.

Il passaggio pone in evidenza la mancata correlazione ...continua lettura articolo e schema art. 258 d.lgs. 152/2006 

Cinzia SilvestriTrasporto rifiuti pericolosi e Responsabilità Enti – lettura ragionata art. 258 d.lgs. 152/2006
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Società, modello 231 …messa alla prova? (2)

Modello 231 e messa alla prova della “Società”

Sentenza del GIP di Bologna, Modena e Milano – riflessioni

A cura di Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri – 21.12.2020


E’ oggetto di attenzione la particolare figura della messa alla prova (istituto sulla estinzione del reato) e la sua applicazione anche alle Società (articolo su questo sito 10.11.2020 – La Società può compiere lavori socialmente utili?). L’articolo metteva in luce la problematica confusa e le decisioni confliggenti sul tema dei Tribunali di Milano e di Modena. Con ciò ponendo in primo piano il dramma dell’interpretazione che porta disparità di trattamento laddove il legislatore non è chiaro e lascia varchi, “buchi” che permettono decisioni ugualmente sostenibili.  Al dibattito si è aggiunto anche il GIP di Bologna con ordinanza del 10.12.2020 che ha dichiarato inammissibile la richiesta di messa alla prova della società per il reato di induzione indebita.

Si riporta dunque l’articolo già pubblicato ed in calce la posizione del GIP di Bologna che offre motivazioni diverse anche da quelle del GIP di Milano.

messa alla prova e 231*

Cinzia SilvestriSocietà, modello 231 …messa alla prova? (2)
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Caduta dall’alto del lavoratore – responsabilità e Modello 231

Caduta dall’alto del lavoratore – Modello 231

Organizzazione societaria “inadeguata”- evento occasionale

Cassazione penale n. 29584/2020

 A cura di Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri – 4.12.2020


La sentenza della Cassazione ribadisce i concetti di interesse e vantaggio della Società (art. 5 Dlgs. 231/2001), l’importanza del rispetto delle norme antinfortunistiche e soprattutto sottolinea che la politica aziendale può incrinarsi anche alla presenza di un solo evento anche occasionale.

Il committente di attività edilizia decideva di far realizzare un’opera ad una impresa terza, anziché a quella già designata. La decisione di far eseguire l’opera a terzi veniva presa senza informare i preposti alla sicurezza e pertanto anche derogando all’originario progetto e soprattutto derogando alle procedure di sicurezza già approvate.

Così due operai dell’impresa terza precipitavano dall’impalcatura.

Seguiva processo penale a carico della ditta committente e dell’impresa terza e la Corte di appello confermava le responsabilità della società ex art. 25septies Dlgs. 231/2001.

La verifica della responsabilità si concentra sul vantaggio e interesse che simile operazione ha portato alla società. La decisione della. …

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Cinzia SilvestriCaduta dall’alto del lavoratore – responsabilità e Modello 231
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MOG/MODELLO 231: Linee Guida CNDCEC

Modello 231: Principi consolidati/Linee Guida CNDCEC
Prima di elaborare il modello….bisogna conoscere il reato.
segnalazione a cura Studio Legale Ambiente


Linee Guida sulla redazione del Modello 231 ex Dlgs. 231/2001, ne abbiamo lette diverse.
La genericità del dettato normativo ha aperto le porte alla creatività della redazione del modello.
Al legislatore poco importa della forma ma guarda alla sostanza della organizzazione aziendale finalizzata ad impedire la commissione di taluni reati descritti nel testo del Dlgs. 231/2001.
Ebbene il Consiglio Nazionale dei Commercialisti, sul proprio sito , rielabora i punti utili alla redazione del Modello 231, i principi consolidati. Rielaborazione o recupero di nozioni che si pongono il linea con la notizia ,che ormai corre via etere, di una possibile obbligatorietà della redazione del modello.
Si allega dunque il testo reperito sul sito del Consiglio Nazionale dei commercialisti che vede la partecipazione anche di un  “esperto”  del CNF (Consiglio Nazionale Forense). Si auspica peraltro  che, proprio in quanto di tratta di reati, anche il CNF (Consiglio Nazionale Forense) o altro organismo/ordine dell’avvocatura proponga  Linee Guida magari indicando le difficoltà tecniche di prevedere/impedire la commissione di reati che affondano le proprie radici nell’animo umano (si pensi ai reati corruttivi). Prima di elaborare il modello ..bisogna conoscere il reato.
linee Guida febbraio 2019 CNDCEC 
 
 

adminMOG/MODELLO 231: Linee Guida CNDCEC
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Segnalare Reati – dipendenti pubblici e privati: Legge 179/2017

Whistleblowing – Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarita’ di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato – L. n. 179/2017
segnalazione a cura Studio Legale Ambiente.


Segnalare reati per il dipendente pubblico e privato è diventato punto centrale della lotta alla corruzione.
Sostituito l’art. 54 bis del Dlgs. 165/2001 per i pubbici dipendenti
Modificato l’art. 6 della Dlgs. 231/2001 per i dipendenti privati. La modifica per i dipendenti privati impatta sul modello organizzativo che dovrà essere implementato e aggiornato.
Vai alla lettura del testo L. 179/2017  e
articolo pubblicato in questo sito relativo alle modifiche intervenute al Dlgs. 231/2001

adminSegnalare Reati – dipendenti pubblici e privati: Legge 179/2017
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Tutela del dipendente che segnala illeciti – modifica al modello organizzativo "231"

Tutela del dipendente privato che segnala illeciti – “il segnalatore”
Come cambia l’art. 6 Dlgs. 231/2001- Whistleblowers
Modifiche al Dlgs. 231/2001 – comma 2 bis e 2ter e 2 quater art. 6 Dlgs. 231/2001
A cura di Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


Wistleblowers che presto diverrà semplicemente WB che tradotto significa “segnalatore” e qualcuno tradurrà in “spione”.
Un altro termine inglese entra nel nostro vocabolario perché la sua traduzione rende tale figura più comprensibile, più accettabile del termine “spione, delatore”.
Il tentativo del legislatore invero è di proteggere il dipendente che segnala illeciti nell’ambito del proprio ambiente lavorativo; il segnalatore deve però fare attenzione a non segnalare illeciti infondati.
Approvato ed in attesa di pubblicazione in Gazzetta ufficiale la legge di protezione per dipendenti pubblici e privati che segnalano illeciti. Il testo approvato si compone di 3 articoli.
Con riferimento al settore “privato” viene inserito il comma 2 bis e 2 ter, 2 quater all’art. 6 Dlgs. 231/2001 (norma perno di tutto il ….continua lettura articolo e schema art. 6 

adminTutela del dipendente che segnala illeciti – modifica al modello organizzativo "231"
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Infortunio sul lavoro e responsabilità Società ex Dlgs. 231/2001

Natura colposa dell’infortunio sul lavoro e responsabilità ex Dlgs. 231/2001
 Cassazione penale n. 24697/2016 – Responsabilità dell’Ente in caso di infortunio sul lavoro – risparmio dei costi non sostenuti
A cura di Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


La Corte di Cassazione si occupa di un infortunio sul lavoro avvenuto presso impianto di frantumazione ad un lavoratore dipendente che riportava lesioni personali con conseguente incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore a 40 giorni.
Si apre il procedimento ex Dlgs. 231/2001 anche per la Società.
La sentenza della Cassazione ripercorre i presupposti per la imputabilità della Società Continua lettura articolo Cass. 24697.2016 231

adminInfortunio sul lavoro e responsabilità Società ex Dlgs. 231/2001
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Modello 231 e prescrizione dei reati

Prescrizione dei reati e modello 231 alla luce delle modifiche della L. 68/2017
In collaborazione con la Rivista Recoverweb
segnalazione a cura Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


La riforma penale (cosiddetta riforma Orlando) ha inciso sulla prescrizione dei reati e tuttavia è sorta confusione sull’applicabilità di tali modifiche alla prescrizione di cui al Dlgs. 231/2001.
Si rinnova dunque breve articolo già pubblicato sulla rivista Recoverweb nel settembre 2017 in cui si precisa la corretta destinazione tra l’istituto della prescrizione penale e quella definita dal Dlgs. 231/2001.
 Vai alla lettura dell’articolo – Recoverweb settembre 2017 pag. 74,75 

adminModello 231 e prescrizione dei reati
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Modello "231": quando è idoneo?

Modello “231”: quando  è idoneo?
Cassazione penale 11442/2016
segnalazione a cura Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


L’adozione del Modello 231 ai sensi del Dlgs. 231/2001 spesso non è concretamente attuato dalla Società. Per la creazione del Modello sono nate scrupolose “metodiche”, sono stati inventati  “programmi” di gestione del modello. Tuttavia si dimentica che adottare il modello significa avere una organizzazione idonea ad evitare il reato previsto dal Dlgs. 231/2001 a prescindere dai corposi cartacei frutto spesso di copia e incolla di altri Modelli (formalismo cartolare).
Adottare il modello 231 (cartaceo) non pone al riparo dalle contestazioni e dalla condanna per i reati presupposto laddove tale modello non sia effettivo ed idoneo.
Utile la lettura della sentenza della Cassazione n. 11442/2016 sul punto relativo alla idoneità del modello adottato da una Società per reato corruttivo.
Ed invero : ” In sede di appello, la ricorrente aveva contestato le conclusioni del primo giudice in ordine all’inidoneità del suddetto modello.
La sentenza impugnata perviene al giudizio di inidoneità di tutte le cautele adottate a far data dal 2001 dalla … s.p.a. – e quindi anche di quelle contenute nel modello -, evidenziandone le carenze, consistite nella previsione di misure preventive solo “sulla carta” e nell’assenza di alcun tipo di garanzia in grado di impedire o quanto meno rendere più difficile la partecipazione dei rappresentanti della ….s.p.a. alla complessiva corruzione attuata per aggiudicarsi i vari “treni” (quali, il comitato di controllo, l’internal audit, ecc.).
Si tratta di un giudizio di fatto non affetto dai vizi denunciati, in quanto la sentenza impugnata non ha tratto la prova dell’inidoneità del modello dalla mera commissione del reato di corruzione dai rappresentanti dell’ente.
La Corte di appello, dopo aver esaminato le cautele organizzative apprestate e averne stabilito la inidoneità, ha utilizzato quale argomento rafforzativo della sussistenza della responsabilità dell’ente quello di aver adottato una politica aziendale di mero formalismo cartolare (“paper compliance policy”), come era dato trarre dalla sistematica violazione da parte dei suoi responsabili della normativa penale e dall’entità dei fondi impiegati nelle dazioni corruttive.
Invero, nel caso in esame, dal giugno 2004 sino al dicembre 2004, nonostante l’adozione del modello, si erano susseguite – senza alcuna soluzione di continuità rispetto a quanto avvenuto in precedenza – le attività corruttive realizzate da Snamprogetti s.p.a. attraverso i suoi intermediari, che subivano una sospensione solo a seguito dell’inizio delle investigazioni penali…”

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ANAC: Società controllate pubbliche e Dlgs. 231/2001

Anac: società controllate pubbliche e Dlgs. 231/2001
Linee Guida Anac – obbligo di motivazione
A cura di Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


Sono in consultazione le linee Guida dell’Anac che precisano oneri ed obblighi delle società partecipate pubbliche e soprattutto evidenziano la relazione sempre più forte con il Dlgs. 231/2001 che laddove la società controllata pubblica decida di non adottare deve motivare.
Di seguito un estratto di alcuni punti (1.3 e 3.1) delle nuove linee Guida:
1.3. Le misure di prevenzione della corruzione: il PNA come atto di indirizzo rivolto ai soggetti di cui all’art. 2-bis del d.lgs. n. 33/2013
Con riferimento alle misure di prevenzione della corruzione diverse dalla trasparenza, l’art. 41 del d.lgs. 97/2016, aggiungendo il comma 2-bis all’art. 1 della l. 190/2012, prevede che tanto le pubbliche amministrazioni quanto gli “altri soggetti di cui all’articolo 2-bis, comma 2, del d.lgs. n. 33 del 2103” siano destinatari delle indicazioni contenute nel PNA (del quale è la legge stessa a definire la natura di atto di indirizzo), ma secondo un regime differenziato: mentre le prime sono tenute ad adottare un vero e proprio PTPCT, i secondi devono adottare “misure integrative di quelle adottate ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231”.
Di questa innovazione occorre sottolineare …..Continua lettura articolo – anac

adminANAC: Società controllate pubbliche e Dlgs. 231/2001
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Corruzione tra privati: modifiche al Dlgs. 231/2001 – reati societari

Corruzione tra privati: Modifica responsabilità Enti ex Dlgs. 231/2001
Modifica art. 25 ter Dlgs. 231/2001 – reati societari
 A cura di Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


Il Dlgs. 38/2017 modifica anche l’art. 25 ter del Dlgs. 231/2001 alla lettera s- bis e colpisce solo due condotte.
Nel caso di cui all’art. 2635 del c.c. ovvero per la condotta del corruttore (come modificato dalla novella) «Chi, anche per interposta persona, offre, promette o da’ denaro o altra utilita’ non dovuti alle persone indicate nel primo e nel secondo comma, e’ punito con …….continua lettura articolo e schema  corruzione tra privati 

adminCorruzione tra privati: modifiche al Dlgs. 231/2001 – reati societari
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Corso – Reati ambientali e Dlgs. 231/2001 – Confindustria VG e TUEV-Nord

Si pubblicano le diapositive relative all’incontro del 23.11.2016, 8 ore, tenuto da Confindustria Venezia Giulia e TUEV-NORD in materia di responsabilità degli enti e reati ambientali – con la partecipazione quale relatore di avv. Cinzia Silvestri e Ing. Fabrizio Gallian
Le diapositive sono riservate ai partecipanti del corso e protette da password che può essere richiesta all’indirizzo mail del sito o a cinzia.silvestri@studiolegaleambiente.it
Apri Presentazione-parte-generale-1
Apri Presentazione Reati ambientali del Dlgs. 152/2006-2 

adminCorso – Reati ambientali e Dlgs. 231/2001 – Confindustria VG e TUEV-Nord
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