Diritto all’oblio e danno da reputazione

 Diritto all’oblio e danno da reputazione

Il Garante PDP sanziona Google

Segnalazione a cura Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


Diritto all’oblio e danno da reputazione, camminano insieme. Immaginiamo di essere coinvolti e imputati per il reato di “inquinamento ambientale” oppure per un reato “qualsiasi”, anche patrimoniale. La nostra immagine, veicolata da altri, è in pericolo.

L’ imminente opportunità di chiedere la in/deindicizzazione dei dati personali in sede penale e con riferimento alle sentenze di assoluzione (o decreti archiviazione) –   Leggi articolo su questo sito.-  permette di comprendere meglio la seguente vicenda.

Il Fatto.

Il CEO di una certa società si trovava coinvolto in un procedimento penale e imputato per truffa. Decideva di patteggiare anche al fine di evitare ulteriori danni. L’imputato, nonostante non fosse persona nota al pubblico, subiva l’attenzione dei media, di articoli sul giornale che ritraevano la sua figura in modo “improprio” creandogli danno alla reputazione. A distanza di anni, la vicenda compariva ancora sui motori di ricerca, e dunque chiedeva a Google di rimuovere gli url responsabili.

Google rispondeva di non poter rimuovere gli url adducendo motivi che però il Garante non ha condiviso.

Il reclamante metteva in luce che: gli Url in contestazione possono costituire la fonte di “database di profilazione reputazionale” ai quali possono rivolgersi istituzioni finanziarie, istituti di credito, società, studi professionali e agenzie governative al fine di avere informazioni sul profilo di rischio di specifici soggetti, in connessione con l’instaurazione di rapporti commerciali.

La decisione…. continua lettura – richiedi password per leggere contenuto a info@studiolegaleambiente.it – google e GPDP 

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Illeciti Rifiuti e…Facebook

Illeciti Rifiuti e…Facebook

Garante Privacy e Rifiuti

segnalazione a cura Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


Postare su Facebook le immagini che registrano l’illecito abbandono di rifiuti, può costare molto caro. 

Le regole di riservatezza devono essere rispettate anche in caso di illecito.

Il Garante interviene su questione delicata e condanna la Società di gestione dei rifiuti e il Comune, alla sanzione di euro 150mila per aver violato i principi relativi alla Privacy. L’Ordinanza è interessante perché ricorda, ad esempio, l’obbligo di informativa e la completezza di tale adempimento nella cartellonista esposta al pubblico; ricorda il  rapporto tra titolare e responsabile del trattamento; ricorda la necessità di “valutazione di impatto” quando vengono trattati molteplici dati (area pubblica”.

Così scrive l’ordinanza:

Con la nota sopra menzionata l’Ufficio ha rilevato che il Comune ha posto in essere, per il tramite della società, un trattamento dei dati personali dei cittadini attraverso un sistema di videosorveglianza in assenza di idonea informativa, che deve essere conferita “nel momento in cui i dati personali sono ottenuti”, con conseguente violazione del principio di “liceità, correttezza e trasparenza”, di cui all’art. 5, par. 1, lett. a) del Regolamento e degli artt. 12, 13 e 14 del Regolamento, in mancanza di idonea disciplina del rapporto con la società quale “responsabile del trattamento”, prima dell’inizio del trattamento stesso, in violazione dell’art. 28 del Regolamento (già art. 29 del Codice previgente) nonché in assenza di valutazione di impatto, in violazione dell’art. 35 del Regolamento …

Leggi garante-privacy-ordinanza-ingiunzione-162-2022 pdf

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PRIVACY E RIFIUTI..RACCOLTA DIFFERENZIATA

PRIVACY E RACCOLTA DIFFERENZIATA
Relazione del Garante – 2018
segnalazione a cura Studio Legale Ambiente


Pubblicata sul sito del Garante Privacy la Relazione del 2018.
La Privacy (GDPR 2016/679 vigente dal 25.5.2018) si estende anche ai modi di raccolta differenziata dei rifiuti.
Scrive il Garante:
“Interpellato da numerosi comuni e singoli interessati, il Garante è intervenuto nuovamente in relazione agli aspetti di protezione dei dati personali connessi alla attività di raccolta differenziata svolta dagli enti locali. Pur riconoscendo la legittimità di salvaguardare il rispetto della disciplina sulla raccolta differenziata anche alla luce delle attuali e diffuse problematiche ambientali, il Garante ha ribadito la necessità di tutelare il diritto degli interessati a non subire violazioni ingiustificate della propria sfera di riservatezza, considerato che tra i rifiuti possono confluire, in parti- colare, effetti personali che sono talvolta relativi ad informazioni concernenti la sfera della salute o politico-religioso-sindacale. Per tali ragioni, anche nell’ottica del principio di responsabilità di cui all’art. 24 del RGPD, il Garante ha invitato numerosi comuni a valutare la conformità delle prescelte modalità di raccolta differenziata al quadro normativo vigente in materia di protezione dei dati personali (tra le tante, cfr. note 10 settembre 2018 e 26 marzo 2018).
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