ORDINE RIMOZIONI RIFIUTI – tra ENTI PUBBLICI

ORDINE RIMOZIONI RIFIUTI – tra ENTI PUBBLICI

sicurezza Lavoro: nuovo DLORDINE RIMOZIONI RIFIUTI – tra ENTI PUBBLICI

CONSIGLIO STATO n. 235/2026

Segnalazione a cura Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


Il Consiglio di Stato con sentenza n. 235 del 2026 torna a pronunciarsi sulla responsabilità dei rifiuti abbandonati. In effetti il problema della imputabilità a titolo di dolo o di colpa della condotta di abbandono dei rifiuti non è di facile soluzione e si presta ad infinite interpretazioni che si spingono spesso fino al limite della responsabilità oggettiva. La sentenza mette in evidenza la differente posizione dell’ente pubblico, del soggetto con finalità pubblica dal semplice cittadino, privato. Due pesi diversi, due misure che impongono di valutare in termini più rigorosi la responsabilità della Pubblica amministrazione.

Il caso

Tutto nasce dall’ordinanza emanata dal sindaco di Comune Campano che ordinava, al Consorzio generale di bonifica, lo smaltimento dei rifiuti abbandonati da ignoti (auto, moto ecc..) e depositati sul territorio controllato dallo stesso. Un caso classico.

Il Consorzio impugnava l’ordinanza avanti il Tar che accoglieva il ricorso del Consorzio e condannava il Comune. Il TAR accoglieva le ragioni del Consorzio che riteneva primariamente di non essere tenuto a rimuovere rifiuti altri neppure sul suo territorio e non rientrando tale attività tra i suoi compiti istituzionali.

Il Comune impugnava la sentenza del Tar ritenendo più che legittimo il proprio ordine di smaltimento. L’articolo 192 Dlgs. 152/2006 permette di ordinare la rimozione e ripristino non solo nei confronti di chi abbandona i rifiuti e realizza la condotta ma anche al proprietario o titolare di un altro diritto reale purché la violazione sia imputabile a titolo di dolo o di colpa.

La sentenza affronta vari temi ponendosi nel solco della giurisprudenza tracciata:

La colpa

La colpa può manifestarsi anche semplicemente con l’inerzia che spesso ha mille sfumature e può confondersi con il concetto di …..continua lettura articolo sintesi CdS 235/2025  rifiuti abbandonati

Cinzia SilvestriORDINE RIMOZIONI RIFIUTI – tra ENTI PUBBLICI
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Terre e rocce e Linee Guida SNPA 54/2019

Terre e rocce e Linee Guida SNPA 54/2019

Studio Legale Ambiente e Ambientale - avv. Cinzia SilvestriTerre e rocce e Linee Guida SNPA 54/2019

Consiglio di Stato 9992/2025

segnalazione a cura StudioLegaleAmbiente – avv. Cinzia Silvestri


 

La sentenza del Consiglio di Stato 9992/2025 si occupa di un interessante caso relativo all’applicazione del regolamento DPR 120/2017.

La sentenza al punto 10.3 affronta il tema della rilevanza delle linee guida approvate con delibera numero 54 del 2019.

Le linee guida SNPA n. 54 ​/2019, approvate dal Consiglio del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, sono state elaborate ai sensi dell’art. ​ 3 della L. n. 132 del 2016 per adottare regole condivise volte a razionalizzare, armonizzare e rendere più efficaci le attività e i dati derivanti dalle funzioni assegnate al Sistema. ​

Nel processo infatti viene contestato la rilevanza delle linee guida. Il consiglio di Stato precisa che le linee guida -SNPA 2019, “non costituiscono una fonte di diritto” e tuttavia “rappresentano un autorevole supporto interpretativo delle disposizioni legislative regolamentari in esame”. Le linee guida aiutano ad applicare i criteri stabiliti in sede europea al fine di stabilire se una sostanza possa essere qualificato come sottoprodotto. Le linee guida pertanto costituiscono un criterio tecnico idoneo a valutarle l’impatto sull’ambiente e la salute umana . Il consiglio di Stato evidenzia che le linee guida, nel caso in questione, non sono altro che una logica applicazione del dato normativo.

È importante infatti ricordare che il d.p.r. del 120 del 2017, ovvero il regolamento in materia di terra rocce da scavo ha dei riferimenti normativi ben precisi (Decreto legge 133 2014 può convertito con la legge 164 del 2014 – articoli 185,183, comma 1,A), art. 184 bis (sottoprodotto) e 184 ter d.lgs. 152/2006). Lo stesso DPR è un regolamento “normativo.

Certamente le Linee Guida SNPA non possono modificare, aggiungere integrare questo sistema e il Consiglio di Stato le riconosce e le richiama nel suo valore interpretativo.

Così la sentenza le applica al Caso in esame relativo  alla valutazione delle soglie di rischio e contaminazione. Il caso trattato dal Consiglio di Stato merita un approfondimento e tuttavia si precisa, che le linee guida affrontano la gestione delle terre e rocce da scavo prodotte in aree già bonificate e certificate. ​ Specificano che, nel caso di siti certificati alle CSR (Concentrazioni Soglia di Rischio), se lo scavo rientra nell’area della sorgente e le CSR sono superiori alle CSC (Concentrazioni Soglia di Contaminazione), le terre e rocce non possono essere gestite come sottoprodotti. ​ Inoltre, sottolineano la necessità di verificare che la rimozione del materiale non comporti una modifica del modello concettuale dell’analisi di rischio, che potrebbe alterare le CSR oggetto di collaudo finale. ​

Queste linee guida, pur non essendo vincolanti, sono considerate un criterio tecnico e interpretativo per garantire la protezione dell’ambiente e della salute umana, in linea con i principi della normativa vigente. ​

Ciò significa che laddove le linee guida rispettano il dato normativo possono essere considerate nell’ambito tecnico operativo e interpretativo. Così sembra.

Cinzia SilvestriTerre e rocce e Linee Guida SNPA 54/2019
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Produzione commercio gas a effetto serra

Produzione commercio gas a effetto serra

Studio Legale Ambiente e Ambientale - avv. Cinzia SilvestriProduzione e commercio gas  a effetto serra

Schema decreto Governo n. 375

segnalazione a cura StudioLegaleAmbiente – avv. Cinzia Silvestri


 Si segnala che il testo dell’atto di governo relativo alla riforma dei reati penali inseriti nel codice penale prevede anche nuovi reati. Per il momento vale la pena segnalare il reato di “produzione commercio di gas a effetto serra “che richiama espressamente il regolamento UE 2024/573 ben noto a chi opera in questo settore. La pena prevista è rilevante pur rimanendo nell’ambito della contravvenzione.

Si riporta a titolo conoscitivo, la violazione la sanzione è prevista nello schema di decreto.

ART. 5
(Produzione e commercio di gas a effetto serra)
1. Chiunque abusivamente produce, importa o esporta, gas fluorurati a effetto serra, allo stato
puro o sotto forma di miscele, di cui all’articolo 2, lettera a), del regolamento (UE) 2024/573 del
Parlamento europeo e del Consiglio, o prodotti, apparecchiature e loro parti che contengono gas
fluorurati a effetto serra o il cui funzionamento dipende da tali gas, è punito con la pena
dell’arresto da sei mesi a un anno o dell’ammenda da euro 10.000 a euro 150.000.
2. Chiunque abusivamente immette sul mercato, usa o rilascia alcuna delle sostanze di cui al
comma 1, o prodotti, apparecchiature e loro parti che contengono alcuna di dette sostanze o il
cui funzionamento dipende dalle medesime, è punito con la pena dell’arresto da due a sei mesi o
dell’ammenda da euro 1.000 a euro 50.000.

Cinzia SilvestriProduzione commercio gas a effetto serra
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Riforma reati ambientali – schema nuovo decreto

Riforma reati ambientali – schema nuovo decreto

Studio Legale Ambiente e Ambientale - avv. Cinzia SilvestriRIFORMA REATI AMBIENTALI

SCHEMA DECRETO N. 375

segnalazione a cura StudioLegaleAmbiente – avv. Cinzia Silvestri


 Il Consiglio dei Ministri ha inviato alla camera dei deputati lo schema di decreto relativo alla riforma sui reati ambientali con preciso riferimento alla direttiva 2024/1203 dell’11 aprile 2024. La camera è chiamata ad esprimere parere sul decreto.

Leggi articolo questo sito su Direttiva UE 2024/1203.

  1. DL 116/2025 – riforma reati ambientali  

Abbiamo assistito alla riforma sui reati ambientali del decreto legge 116 del 2025 che ha colpito  le disposizioni del Testo Unico Ambientale, il codice Ambiente per intenderci. Il decreto legislativo 152 del 2026 esprimeva la  sanzione in termini amministrativi  o contravvenzione, salvo qualche fattispecie di reato intesa in senso penalistico. La riforma del decreto legge 116 del 2025  ha modificato alcune condotte e ha inserito  sanzioni di natura penale (per intenderci, reclusione).

Il decreto legge 116 del 2005, dunque, ha introdotto maggiore severità nella valutazione del comportamento. Gravità di cui gli operatori devono ancora rendersi conto.

Nelle more della comprensione operativa del decreto legge 116 del 2025, il governo ha varato nuovo atto sottoposto al parere del parlamento.

2 – Nuova riforma reati ambientali codice penale – Schema decreto n. 375 – reati ambientali 

Lo schema di decreto è leggibile sul sito del parlamento nella sua versione primitiva, e incide, questa volta, direttamente sui reati ambientali previsti dal codice penale, ovvero gli articoli 452 bis del codice penale seguenti, nonché sugli articoli dedicati alla responsabilità degli enti di cui al decreto legislativo 231/2001.

È prematuro un commento sui singoli articoli forieri di essere modificati nel corso del tempo, ma la relazione illustrativa a questo decreto già chiarisce il contesto.

Scrive la relazione illustrativa:

“quanto al percorso di attuazione è all’interno dell’ordinamento domestico, con l’articolo nove della legge 91 del 13 giugno 2025 …il parlamento ha delegato il governo al recepimento della direttiva … e dunque entro il 21 gennaio 2026 tramite decreti legislativi, specificando i principi e i criteri guida da rispettare nell’emanazione di tali decreti. La legge delega dispone di apportare alla normativa vigente … del codice penale e alla legislazione speciale in materia ambientale, le modifiche necessarie per dare piena attenzione alle previsioni di quegli articoli 3,4 della direttiva UE 2024/1203… con particolare riferimento alla

Definizione dei reati e delle relative circostanze aggravanti attenuanti
Alla previsione di sanzioni effettive, dissuasive proporzionate in relazione ai predetti reati… e anche per le persone giuridiche

Leggi testo schema decreto riforma reati ambientali n. 375

Cinzia SilvestriRiforma reati ambientali – schema nuovo decreto
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AMIANTO E GESTIONE RIFIUTI – D.LGS. 81/2008

AMIANTO E GESTIONE RIFIUTI – D.LGS. 81/2008

Studio Legale Ambiente e Ambientale - avv. Cinzia SilvestriAMIANTO E GESTIONE RIFIUTI

Riforma Dlgs. 81/2008 – TULavoro

DLGS. 231/2025 – VIGENTE DAL 24-1-2026

Segnalazione a cura Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


Il Dlgs. n. 81/2008 subisce ulteriore modifica che interessa numerosi articoli (da art. 244 in poi).

Il Dlgs. 231/2025 del 31.12.2025 pubblicato in gazzetta ufficiale del 9.1.2026 e vigente dal 24.1.2026 introduce, nel testo madre della tutela dei lavoratori, le disposizioni della Direttiva UE 2023/2668 del 22.11.2023.

La Direttiva esprime bene il legame tra l’amianto e la gestione dei rifiuti. Si riporta per intero il terzo considerando che riassume l’intento della direttiva:

(3) L’amianto è un agente cancerogeno altamente pericoloso che è ancora diffuso in diversi settori economici, quali la ristrutturazione edilizia, l’attività estrattiva, la gestione dei rifiuti e la lotta antincendio, in cui i lavoratori sono ad alto rischio di esposizione. L’amianto è classificato come sostanza cancerogena di categoria 1 A a norma dell’allegato VI, parte 3, del regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio (6). Secondo le statistiche europee sulle malattie professionali, è di gran lunga la principale causa dei tumori professionali, dal momento che ben il 78 % dei tumori riconosciuti come professionali negli Stati membri sono connessi all’esposizione all’amianto. Se inalate, le fibre di amianto presenti nell’aria possono provocare gravi malattie come il mesotelioma e il cancro del polmone, e i primi segni della malattia possono manifestarsi in media anche 30 anni dopo l’esposizione, causando in ultima analisi decessi legati al lavoro. La presente direttiva si applica pertanto a tutte le attività, ivi compresi i lavori di costruzione, ristrutturazione e demolizione, la gestione dei rifiuti, l’attività estrattiva e la lotta antincendio, in cui i lavoratori sono o possono essere esposti alla polvere proveniente dall’amianto o da materiali contenenti amianto durante il lavoro.

Il Dlgs. 231/2025 riformula gli articoli dedicati all’amianto nel Dlgs. 81/2008 e indica i rifiuti derivanti dalla manipolazione, rimozione, smaltimento e trattamento di amianto o materiali contenenti amianto. ​ Questi rifiuti devono essere raccolti e rimossi dal luogo di lavoro il più presto possibile, conservati in imballaggi chiusi con etichettatura che indichi il contenuto di amianto e trattati secondo la normativa vigente sui rifiuti pericolosi. ​ Per i rifiuti derivanti da attività estrattive o di scavo in pietre verdi, si applica la normativa specifica di riferimento (cfr. modifiche all’art. 251 Dlgs. 81/2008).

Si rileva anche la centrale responsabilità del datore di lavoro che è tenuto ad adottare tutte le misure necessarie per individuare la presenza di materiali contenenti amianto prima di intraprendere interventi di demolizione, manutenzione o ristrutturazione. Gli articoli 248,249,250,254,255,260 del Dlgs. 81/2008, come revisionati, indicano bene la responsabilità del datore di lavoro.

Recita il n. 24 considerando della Direttiva:

I datori di lavoro dovrebbero adottare ogni misura necessaria volta a individuare la presenza di materiali a potenziale contenuto di amianto, eventualmente chiedendo informazioni ai proprietari dei locali o ottenendole da altre fonti di informazione, compresi i registri pertinenti. Se tali informazioni non sono disponibili, il datore di lavoro dovrebbe garantire lo svolgimento di un esame della presenza di materiali contenenti amianto, da parte di un operatore qualificato, conformemente alle leggi e alle prassi nazionali e dovrebbe ottenere il risultato di tale esame prima dell’inizio dei lavori. Sulla base delle informazioni ricevute, il datore di lavoro dovrebbe individuare, prima della realizzazione del progetto di rimozione dell’amianto, di qualsiasi lavoro di demolizione, manutenzione o ristrutturazione, le informazioni relative alla presenza o all’eventuale presenza di amianto negli edifici, nelle navi, negli aeromobili o in altri impianti costruiti prima dell’entrata in vigore del divieto nazionale dell’uso dell’amianto. È importante che i datori di lavoro comunichino tali informazioni ai lavoratori che possono essere esposti all’amianto per averlo lavorato, utilizzato, manutenuto o in conseguenza di altre attività. L’individuazione dei materiali contenenti amianto non dovrebbe esimere il datore di lavoro dall’effettuare una valutazione dei rischi quale prevista dalla presente direttiva.

Leggi d.lgs. 231/2025 – Riforma d.lgs. 81/2008 – amianto

Cinzia SilvestriAMIANTO E GESTIONE RIFIUTI – D.LGS. 81/2008
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V.I.A.: giudizio sintetico e globale

V.I.A.: giudizio sintetico e globale

Studio Legale Ambiente e Ambientale - avv. Cinzia SilvestriV.I.A.: giudizio sintetico e globale

Massimario Giustizia Amministrativa 2025

segnalazione a cura avv. Cinzia Silvestri – StudioLegaleAmbiente


È stato pubblicato sul sito della giustizia amministrativa la rassegna monotematica di giurisprudenza del 2025 che si occupa in modo particolare della cosiddetta giustizia climatica, che sembra essere diritto risarcibile, nonché delle procedure di valutazione/autorizzazione ambientale in tutte le sue forme (VIA, VAS, screening, VINCA, AIA, AUA PAUR ecc…). Il documento riassume con estrema sinteticità e completezza, l’approdo normativo e della giurisprudenza su alcuni punti cardine.

In particolare, si riporta il punto 4.2 relativo alla natura del potere esercitato in sede di valutazione di impatto ambientale. Il documento evidenzia soprattutto ciò che la valutazione di impatto ambientale non è. Non è una noverifica di natura tecnica, non è un mero atto tecnico di gestione, ovvero di amministrazione in senso stretto.

La valutazione di impatto ambientale è un giudizio sintetico globale di comparazione tra sacrificio ambientale e l’utilità socio-economica procurata dall’opera, è un vero e proprio provvedimento con funzione di indirizzo politico amministrativo finalizzato al bilanciamento di una molteplicità di contrapposti interessi.

L’ampio compito attribuito alla valutazione di impatto ambientale comporta la presenza di discrezionalità tecnica ma anche soprattutto di scelta amministrative e discrezionali. La discrezionalità riconosciuta l’amministrazione comporta anche la sindacabilità avanti al giudice solo in caso di manifesta i logicità travisamento dei fatti o in cui l’istruttoria sia mancata o non sia stata svolta correttamente. L’importanza dell’istruttoria.

Si riporta al punto 4.2 del documento per l’interessante sintesi.

4.2. Natura del potere esercitato: giudizio sintetico e globale.
La costante giurisprudenza, alla stregua dei principi euro-unitari e nazionali, ha affermato:
a) la VIA non è una mera verifica di natura tecnica circa la astratta compatibilità ambientale dell’opera programmata, bensì un giudizio sintetico-globale di comparazione tra il sacrificio ambientale imposto e l’utilità socio-economica procurata dall’opera medesima, tenendo conto anche delle alternative possibili e dei riflessi della c.d. opzione zero;
a1) essa non è quindi un mero atto (tecnico) di gestione ovvero di amministrazione in senso stretto, trattandosi di un provvedimento con cui viene esercitata una vera e propria funzione di indirizzo politico-amministrativo, con particolare riferimento al corretto uso del territorio (in senso ampio), attraverso la cura ed il bilanciamento della molteplicità dei (contrapposti) interessi, pubblici (urbanistici, naturalistici, paesistici, nonché di sviluppo economico-sociale) e privati (Cons. Stato, sez. IV, n. 5466 del 2025);
b) essendo la funzione tipica della VIA quella di esprimere un giudizio sulla compatibilità di un progetto valutando il complessivo sacrificio imposto all’ambiente rispetto all’utilità socio-economica perseguita, essa non è dunque espressione solo di discrezionalità tecnica, ma anche di scelte amministrative discrezionali, con la conseguenza della sottrazione di tali scelte al sindacato del giudice amministrativo se non laddove ricorrano evidenti profili di illogicità, irragionevolezza o errore di fatto;
c) il giudizio di compatibilità ambientale è reso sulla base di oggettivi criteri di misurazione e attraversato da profili particolarmente intensi di discrezionalità amministrativa sul piano dell’apprezzamento degli interessi pubblici in rilievo e della loro ponderazione rispetto all’interesse dell’esecuzione dell’opera; apprezzamento che è sindacabile dal giudice amministrativo soltanto in ipotesi di manifesta illogicità o travisamento dei fatti, nel caso in cui l’istruttoria sia mancata o sia stata svolta in modo
inadeguato e risulti perciò evidente lo sconfinamento del potere discrezionale riconosciuto all’amministrazione (Cons. Stato, sez. IV, n. 5281 del 2025; n. 7987 del 2024; n. 3204 del 2024);
d) alla luce di tale natura della discrezionalità esercitata con la VIA, appare chiara la ratio sottesa alla sua durata limitata nel tempo, poiché gli impatti sull’ambiente potrebbero essere rivalutati dall’amministrazione in relazione al tempo trascorso e all’accertamento in punto di fatto degli effetti prodotti e/o alla necessità di stabilire nuove prescrizioni nel caso di “mutamento del contesto ambientale di riferimento” (cfr. l’art. 25, comma 5, del d.lgs. 152 del 2006, che prevede che il provvedimento di VIA abbia un’efficacia temporale non inferiore a 5 anni e che, decorsa l’efficacia temporale indicata nel provvedimento di VIA senza che il progetto sia stato realizzato, il procedimento di VIA deve essere reiterato, fatta salva la concessione, su istanza del proponente, di specifica proroga da parte dell’autorità competente (Cons. Stato, sez. IV, n. 5466 del 2025).

Cinzia SilvestriV.I.A.: giudizio sintetico e globale
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Terre e rocce da scavo – legge bilancio

Terre e rocce da scavo – legge bilancio

Studio Legale Ambiente e Ambientale - avv. Cinzia SilvestriTerre e rocce da scavo – Legge Bilancio

segnalazione a cura avv. Cinzia Silvestri – StudioLegaleAmbiente


La legge di bilancio all’articolo 1, comma 829 si occupa di misure in materia di gestione di terre e rocce da scavo, andando ad integrare, con la lettera d-bis) l’articolo 48 DL 13/2023. Centro di interesse i materiali Lapidei . Questo breve articolo riporta quanto indicato nel dossier del parlamento in relazione alla disciplina sulle terre rocce da scavo, e considera anche le perplessità esposte dal Consiglio di Stato nel 2025, proprio in merito ai materiali lapidei e la loro assimilazione alle terre rocce da scavo. L’articolo tratteggia anche la problematica relativa all’attesa del nuovo regolamento che dovrebbe sostituire abrogare quello oggi vigente, ovvero il d.p.r. 120/2017.

Legge Bilancio 30.12.2025 n. 199
829. All’articolo 48, comma 1, del decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 aprile 2023, n. 41, dopo la lettera d) è inserita la seguente
«d-bis) ai residui di lavorazione di materiali lapidei, alle terre e rocce da scavo provenienti da affioramenti geologici naturali contenenti amianto e ai sedimenti escavati negli alvei dei corpi idrici superficiali e del reticolo idrografico, in zone golenali di corsi d’acqua, di spiagge, di fondali lacustri e di invasi artificiali, nonché di fondali marini e portuali, derivanti da attività finalizzate alla realizzazione di un’opera».

 

Si riporta integralmente quanto rinvenuto nel dossier del parlamento:

“…Il comma in esame integra il disposto dell’art. 48, comma 1, del D.L. 13/2023, al fine di stabilire che il regolamento in questione dovrà fare particolare riferimento, oltre a quanto già previsto dal testo vigente, anche

  • ai residui di lavorazione di materiali lapidei,
  • alle terre e rocce da scavo provenienti da affioramenti geologici naturali contenenti amianto e
  • ai sedimenti escavati negli alvei dei corpi idrici superficiali e del reticolo idrografico, in zone golenali di corsi d’acqua, di spiagge, di fondali lacustri e di invasi artificiali,
  • nonché di fondali marini e portuali, derivanti da attività finalizzate alla realizzazione di un’opera (nuova lettera d-bis) del comma 1 del succitato art. 48). …continua lettura articolo su terre e rocce da scavo – legge di bilancio 199/2025..
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R.E.N.T.R.I.: ESCLUSIONI – LEGGE BILANCIO

R.E.N.T.R.I.: ESCLUSIONI – LEGGE BILANCIO

Studio Legale Ambiente e Ambientale - avv. Cinzia SilvestriR.E.N.T.R.I.: ESCLUSIONI – LEGGE BILANCIO

SEGNALAZIONE A CURA AVV. CINZIA SILVESTRI – STUDIOLEGALEAMBIENTE


La legge di bilancio interviene anche in tema di economia circolare, escludendo, ad esempio nel caso del RENTRI, alcuni soggetti che per la loro particolarità possono beneficiare di un certo alleggerimento amministrativo. In questo breve articolo si riporta la sintetica nota che proviene proprio dal parlamento indicata nel dossier e si indica anche tabella con l’articolo 188-bis comma 3-bis prima e dopo la modifica intervenuta.

La legge di bilancio all’articolo 1, comma 789 esclude espressamente alcuni soggetti dall’iscrizione al registro elettronico nazionale per le traducibilità dei rifiuti cosiddetto RENTRI.

Si riporta integralmente quanto rinvenuto nel dossier del parlamento:

“…Rispetto al testo vigente sono apportate le seguenti modificazioni:

– viene soppresso il riferimento, tra i soggetti tenuti all’iscrizione, ai consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti;

– viene introdotto un secondo periodo che esclude espressamente dall’obbligo di iscrizione al RENTRI:

o i consorzi ovvero i sistemi di gestione in forma individuale o   collettiva individuate dall’articolo 237, comma 1, Testo unico ambiente (relativi alla gestione di particolari categorie di rifiuti e rifiuti di imballaggi) (lett. a));

…….CONTINUA LETTURA ARTICOLO E SCHEMA   ART. 188-BIS Legge bilancio RENTRI

Cinzia SilvestriR.E.N.T.R.I.: ESCLUSIONI – LEGGE BILANCIO
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Corte Conti: colpa grave, assicurazioni…8.1.2026

Corte Conti: colpa grave, assicurazioni…8.1.2026

corte contiCorte dei Conti: colpa grave, assicurazione, mediazioni

Legge n. 1/2026 del 7.1.2026

segnalazione a cura avv. Cinzia Sivestri – StudioLegaleAmbiente


Dirigenti e funzionari pubblici, titolari di organi politici responsabili di procedimenti legati al PNNR e PNC, tutti coloro che gestiscono risorse pubbliche ma anche gli avvocati e procuratori dello Stato e  vengono citati anche in magistrati della corte dei conti, sono coinvolti dalla prima legge del 2026 che disciplina la responsabilità erariale di tali soggetti. Sono esclusi i magistrati ordinari che sono soggetti ad altra legge.

Di particolare interesse è la definizione di colpa grave inserita nella legge numero 20 del 1994 all’art. 1. Il legislatore precisa il concetto:

«Costituisce colpa grave la violazione manifesta delle norme di diritto applicabili, il travisamento del fatto, l‘affermazione di un fatto la cui esistenza e’ incontrastabilmente esclusa dagli atti del procedimento o la negazione di un fatto la cui esistenza risulta incontrastabilmente dagli atti del procedimento. Ai fini della determinazione dei casi in cui sussiste la violazione manifesta delle norme di diritto applicabili si tiene conto, in particolare, del grado di chiarezza e precisione delle norme violate nonche’ dell’inescusabilita’ e della gravita’ dell’inosservanza. Non costituisce colpa grave la violazione o l’omissione determinata dal riferimento a indirizzi giurisprudenziali prevalenti o a pareri delle autorita’ competenti»;

Certamente, il compito della corte dei conti non è quello di intervenire nei contenziosi tra cittadino e pubblica amministrazione ma di valutare la responsabilità erariale del pubblico funzionario, del gestore. Il cittadino che subisce un danno a causa di un provvedimento viziato ad esempio da un travisamento del fatto, dovrà bussare prima alle porte della giustizia ordinaria e laddove esista un accertamento del fatto e del danno potrà rivolgersi anche alla corte dei conti.

Rimane il merito di questa Legge di richiamare alla responsabilità coloro che detengono pubbliche funzioni.

ASSICURAZIONE: Si segnala ad esempio l’obbligo di una copertura assicurativa per coloro che rivestono funzioni pubbliche.

MEDIAZIONI E CONCILIAZIONI: interessante anche l’inciso relativo alle conciliazioni e mediazioni della pubblica amministrazione in particolare l’articolo 1 stabilisce che la responsabilità amministrativa in caso di mediazione e conciliazione sia è imputabile solo a titolo di dolo. Questo permette maggiore libertà è ancora una volta apre le porte a quegli strumenti deflattivi utili ad evitare il contenzioso e a rispettare i termini del PNRR.

Cinzia SilvestriCorte Conti: colpa grave, assicurazioni…8.1.2026
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Autotutela P.A. – 6 mesi – L. 182/2025

Autotutela P.A. – 6 mesi – L. 182/2025

Studio Legale Ambiente e Ambientale - avv. Cinzia SilvestriAutotutela P.A. – 6 mesi

SEMPLIFICAZIONI – L. 182/2025 – Modifica ai termini art. 29 nonies L. 241/90

Segnalazione a cura Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


L’art. 1 della L. 182/2025 incide sui termini entro i quali la P.A. può procedere all’annullamento dell’atto amministrativo illegittimo in autotutela . Il termine da 1 anno si riduce a 6 mesi.

Il beneficio principale di questa modifica è la semplificazione e accelerazione dei procedimenti amministrativi, riducendo i tempi entro cui l’amministrazione può intervenire per annullare d’ufficio un proprio atto illegittimo. ​ Questo favorisce una maggiore certezza e rapidità nelle decisioni amministrative, migliorando l’efficienza e riducendo i tempi di attesa per cittadini e imprese. ​Dopo 6 mesi l’amministrazione non può più intervenire sull’atto offrendo certezza al cittadino.

SE il cittadino impugna l’atto amministrativo entro il termine di 60 giorni previsto per il ricorso, l’amministrazione ha comunque la possibilità di esercitare il potere di autotutela entro il termine di 6 mesi, anche se il ricorso è già stato presentato.

L’amministrazione è libera di decidere di annullare …….continua lettura Autotutela P.A. 6 mesi

Cinzia SilvestriAutotutela P.A. – 6 mesi – L. 182/2025
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Produttori: raccolta ..non solo punto vendita . L. 182/2025

Produttori: raccolta ..non solo punto vendita . L. 182/2025

Studio Legale Ambiente e Ambientale - avv. Cinzia SilvestriProduttori: raccolta…non solo punto vendita

SEMPLIFICAZIONI – L. 182/2025 – Art. 185-bis deposito temporaneo prima della raccolta

Segnalazione a cura Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


L’art. 5 L. 182/2025 modifica l’art. 185-bis Dlgs. 152/2006 permettendo di estendere il deposito temporaneo (produttori) in altri luoghi non solo presso il punto vendita.

La modifica al D.lgs. ​ 152/2006, art. ​ 185-bis, comma 1, lettera b), amplia i luoghi in cui i distributori possono effettuare il deposito temporaneo dei rifiuti soggetti a responsabilità estesa del produttore. ​ Oltre ai locali del punto vendita, che ad oggi costituivano uno spazio ristretto e spesso non sufficiente (si pensi ad esempio ad un grande magazzino) sarà possibile utilizzare:

Cinzia SilvestriProduttori: raccolta ..non solo punto vendita . L. 182/2025
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FANGHI DEPURAZIONE – L. 182/2025

FANGHI DEPURAZIONE – L. 182/2025

semplificazioni avv. cinzia silvestriFANGHI DEPURAZIONE – L. 182/2025

SEGNALAZIONE A CURA STUDIOLEGALEAMBIENTE – CINZIA SILVESTRI


L’ART. 71 della legge 182/2025 in vigore dal 18.12.2025 indica delega al governo in materie di fanghi da depurazione.

Il Governo, entro l’ottobre del 2026,  è delegato a adottare decreti di riordino della disciplina in materia di impiego e utilizzazione agronomica dei fanghi di depurazione del digestato dei rifiuti, anche modificando la disciplina del decreto legislativo n. 99 del 1992 Oggi ancora punto di riferimento e di applicazione).

Il governo è chiamato al rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:

a) aggiornare la normativa e adeguarle alle nuove conoscenze tecnico scientifiche in materia di sostanza inquinanti

b) considerare le pratiche gestionali e operative 

c) disciplinare la possibilità di realizzare forme innovative di gestione finalizzata al recupero delle sostanze nutrienti e in particolare fosforo

d) garantire la gestione all’utilizzo dei fanghi in condizioni di sicurezza per l’uomo per l’ambiente

e) prevedere criteri per la redazione di piani regionali di gestione dei depurazione delle acque all’interno dei piani regionali di gestione dei rifiuti speciali.

Si allega testo Legge n. 182/2025 – semplificazioni

Cinzia SilvestriFANGHI DEPURAZIONE – L. 182/2025
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SEMPLIFICAZIONI – L. 182/2025

SEMPLIFICAZIONI – L. 182/2025

semplificazioni avv. cinzia silvestriSEMPLIFICAZIONI – L. N. 185/2005

SEGNALAZIONE A CURA STUDIO LEGALE AMBIENTE – CINZIA SILVESTRI


È stata pubblicata in Gazzetta ufficiale la legge numero 182 del 2 dicembre 2025 che entrerà in vigore il 18 dicembre 2025. La legge che si offre in lettura interviene a semplificare anche alcuni passaggi proprio decreto legislativo 152 del 2006.

È interessante l’articolo 70 che permette al distributore di RAEE, di ritirare gratuitamente senza obbligo di acquisto al fine di facilitare la raccolta ed evitare lo smaltimento.

Si segnala l’articolo 71 che apre e proprio del governo in merito ai fanghi di depurazione.

Si segnala altresì alcune modifiche allo stesso decreto legislativo 152 del 2006 in materia ad esempio di responsabilità estesa del produttore.art. 185-bis d.lgs. 152/2006

Si allega testo Legge n. 182/2025 – semplificazioni

Cinzia SilvestriSEMPLIFICAZIONI – L. 182/2025
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RAEE – ritiro rifiuti domestici L. 182/2025

RAEE – ritiro rifiuti domestici L. 182/2025

Studio Legale Ambiente e Ambientale - avv. Cinzia SilvestriRAEE – ritiro rifiuti domestici
L. 182/2025 – art. 70
segnalazione a cura Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


La Legge del 2.12.2025 n. 182 vigente dal 18.12.205 (gazz. uff. 3.12.2025)-ha la finalità di semplificare la vita dei cittadini. Si segnala la disposizione contenuta nell’articolo 70 che permette il ritiro anche di altri elettrodomestici di piccola taglia da parte dell’operatore che viene magari a ritirare una lavatrice. In quel contesto si comprende che il cittadino potrebbe consegnare ad esempio tostapane aspirapolvere. L’operatore diventa dunque collettore e raccoglitore renderai dismessi e usati e si, badi, senza obbligo di acquisto di altri prodotti. Si porta alla norma.

                   Disposizioni in materia di RAEE 
 
  1. Contestualmente al ritiro dell'apparecchiatura usata  presso  il
domicilio  dell'acquirente,  i  distributori  possono  effettuare  il
ritiro  di  rifiuti  domestici  di  apparecchiature   elettriche   ed
elettroniche di piccolissime dimensioni, a titolo  gratuito  e  senza
obbligo di acquisto  dell'apparecchiatura  elettrica  ed  elettronica
equivalente.
Cinzia SilvestriRAEE – ritiro rifiuti domestici L. 182/2025
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Contratto assicurativo e sanzioni amministrative

Contratto assicurativo e sanzioni amministrative

Studio Legale Ambiente e Ambientale - avv. Cinzia SilvestriContratto assicurativo e sanzioni amministrative

Cass. civ. 28967/2025

segnalazione a cura StudioLegaleAmbiente – avv. Cinzia Silvestri


Copertura assicurativa e sanzioni amministrative, questo è il problema.

La sentenza della cassazione richiama uno specifico riferimento normativo dell’articolo 12 del decreto legislativo 209 del 2005 in riferimento ad una sanzione amministrativa irrogata dalla Consob. La cassazione è precisa nell’affermare che è esclusa la possibilità di trasferire l’onere della sanzione amministrativa su altri soggetti anche con polizza proprio perché questo andrebbe a togliere la deterrenza della sanzione amministrativa. Nel caso in esame esiste disposizione legislativa in merito. Ci si chiede se anche nel campo delle sanzioni amministrative ambientali possa valere il medesimo principio.

La sentenza così si esprime sul punto:

4.1. La gravata sentenza ha considerato sinistro indennizzabile la sanzione amministrativa irrogata da Consob al A.A. per atti compiuti quale membro del Consiglio di amministrazione della banca vicentina, sul rilievo che l’art. 2.25. della polizza escludesse dalla copertura assicurativa le sanzioni penali pecuniarie, non quelle amministrative.

L’argomentazione non è conforme a diritto.

A mente dell’art. 12 del D.Lgs. n. 209 del 2005, “sono vietate… le assicurazioni che hanno per oggetto il trasferimento del rischio di pagamento delle sanzioni amministrative”.

La ratio della norma risiede nell’esigenza di preservare la funzione sanzionatoria-deterrente del provvedimento amministrativo, altrimenti vanificata da un contratto con il quale l’onere economico della sanzione venga trasferito su un soggetto diverso dall’autore dell’illecito.

La comminatoria di nullità dei contratti stipulati in violazione del divieto espressamente prevista dall’art. 12 in questione rappresenta, invero, specifica applicazione, nella settoriale materia disciplinata, della generale nullità per causa illecita contemplata dall’art. 1418 cod. civ.: sicché essa colpisce ogni negozio che realizzi il risultato proibito, ivi incluso un accordo di manleva che sollevi il manlevato dall’applicazione a suo carico di sanzioni amministrative.

Ha dunque errato il giudice territoriale nel ritenere la validità della manleva rilasciata da Cattolica al A.A. relativa alla sanzione Consob: né ad una diversa conclusione induce la posteriorità di detta manleva rispetto alla commissione dell’illecito amministrativo, dacché l’effetto prodotto risulta comunque quello (contrario alla norma imperativa) di neutralizzare per l’autore la sanzione irrogata.

Va, in conclusione, enunciato il seguente principio di diritto: “in tema di contratti assicurativi, è nullo ogni accordo (ancorché concluso dopo la commissione dell’illecito) che determini il trasferimento dell’onere economico del pagamento di una sanzione amministrativa su un soggetto diverso dall’autore dell’illecito”.

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Sicurezza Lavoro: Nuovo DL

Sicurezza Lavoro: Nuovo DL

sicurezza Lavoro: nuovo DLSicurezza Lavoro: nuovo DL

Lavoro agricolo – DL n.  159 del 31.10.2025

segnalazione a cura StudioLegaleAmbiente – avv. Cinzia Silvestri


 

Il nuovo DL 159/2025 modifica la struttura del d.lgs. 81/2008 inserendo importanti modifiche in plurimi settori. Il DL precisa, specifica, riformula e soprattutto modifica l’assetto sanzionatorio in ogni settore.

Vai alla lettura dell’intero testo   ...leggi DL 159/2025 – sicurezza Lavoro

L’articolo 2 del Decreto-Legge 31 ottobre 2025, n. 159, introduce disposizioni specifiche per la Rete del lavoro agricolo di qualità, con particolare attenzione alla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. ​ Ecco il dettaglio dei commi 1, lettere a) e b):

Articolo 2, comma 1:

  • Lettera a): Viene riservata l’iscrizione alla Rete del lavoro agricolo di qualità alle imprese agricole che rispettano le normative in materia di lavoro e legislazione sociale, inclusa la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. ​ Questo rafforza l’importanza di garantire condizioni lavorative sicure e conformi alle leggi vigenti. ​
  • Lettera b): Si specifica che le contravvenzioni e le sanzioni amministrative, anche se non definitive, per violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, sono un criterio di esclusione dall’iscrizione alla Rete del lavoro agricolo di qualità. ​ Questo rappresenta un incentivo per le imprese agricole a rispettare rigorosamente le norme di sicurezza. ​

L’articolo 2 mira a promuovere la sicurezza e la legalità nel settore agricolo, incentivando le imprese a rispettare le normative sul lavoro e sulla sicurezza. L’iscrizione alla Rete del lavoro agricolo di qualità diventa un riconoscimento per le aziende virtuose, che adottano misure di tutela per i lavoratori e rispettano le leggi.

testo parziale art.  2 del DL 159/2025:

Disposizioni in materia di Rete del lavoro agricolo di qualita’ 

1. All’articolo 6, comma 1, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) alla lettera a), dopo le parole: «per violazioni della normativa in materia di lavoro e legislazione sociale» sono inserite le seguenti: «e di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro,»;

b) alla lettera b), primo periodo, dopo le parole: «pagamento delle imposte e delle tasse» sono aggiunte le seguenti: «nonche’ di contravvenzioni e sanzioni amministrative, ancorche’ non definitive, per violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro».

Cinzia SilvestriSicurezza Lavoro: Nuovo DL
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NUOVI REATI AMBIENTALI…RECLUSIONE – DL 116/2025

NUOVI REATI AMBIENTALI…RECLUSIONE – DL 116/2025

terra dei fuochiNUOVI REATI AMBIENTALI … RECLUSIONE

GESTIONE RIFIUTI NON AUTORIZZATA E DISCARICA: ART. 256 D.LGS. 152/2006

RIFORMA “TERRA DEI FUOCHI” – DL N. 116/2025 – L 147/2025

Segnalazione a cura Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


TUTTO cambia.

Il decreto-legge n. 116 del 2025 è stato convertito in Legge n. 147 del 2025 ed è in vigore dell’8 ottobre del 2025. L’intento del legislatore è quello di contrastare attività illecite in materia di rifiuti, per la bonifica dell’area denominata terra dei fuochi e procede inasprendo le sanzioni e trasformando le contravvenzioni previste nel decreto legislativo 152 del 2006 in veri e propri reati gravi degni di essere ospitati nel Codice penale (452 bis c.p.)

L’attività di gestione rifiuti non autorizzata, l’art. 256 Dlgs. 152/2006, era ed è il reato più comune in materia ambientale. Facile cadere nella violazione di tale condotta che veniva punita con una contravvenzione spesso sanabile o comunque munita di un impatto sostenibile.

I commi 6,7,8,9 dell’art. 256 sono rimasti invariati ma la revisione e l’introduzione di nuove condotte punibili con sanzioni alte e comunque con un impatto diverso sulla vita delle aziende, obbliga alla conoscenza puntuale.

Anche il modello 231 (responsabilità degli enti) dovrà essere revisionato alla luce dei nuovi reati.

Per il momento è utile e necessario conoscere l’impatto immediato e si OFFRE elenco dell’aumento delle pene e della comparazione tra il vecchio e nuovo articolo 256 Dlgs. 152/2006, come riformato dalla L. 147/2025.

Cinzia SilvestriNUOVI REATI AMBIENTALI…RECLUSIONE – DL 116/2025
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DECRETO TERRA DEI FUOCHI: è LEGGE

DECRETO TERRA DEI FUOCHI: è LEGGE

terra dei fuochiDECRETO TERRA DEI FUOCHI: è LEGGE

DL 116/2025 convertito in legge n. 147/2025 – vigente dal 8.10.2025

segnalazione cura StudioLegaleAmbiente – avv. Cinzia Silvestri


Cambiano le cose. E’ stato convertito in legge il DL 116/2025 e molti comportamenti che erano puntiti con sanzione amministrativa o contravvenzione penale diventano DELITTI. Il passaggio è significativo ed il luogo ideale di questi delitti dovrebbe essere il codice penale non il d.lgs. 152/2006.

Questo sito ha dedicato qualche articolo preliminare utile a comprendere il passaggio a sanzioni più pesanti e che trasportano l’illecito in un mondo che ha regole diverse .

Si riporta quanto pubblicato sul sito SNPA in relazione al primo ARRESTO ATTUATO a seguito della riforma per illecito ambientale 

Si pubblica l’intero testo della Legge 147/2025 che ha modificato il DL 116/2025 ed è vigente dal 8.10.2025. Leggi Legge n. 147/2025 terra dei Fuochi 

Cinzia SilvestriDECRETO TERRA DEI FUOCHI: è LEGGE
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RIFORMA AMBIENTE – DL 116/2025

RIFORMA AMBIENTE – DL 116/2025

lavoro irregolareRIFORMA AMBIENTE – DL 116/2025

In attesa di pubblicazione Legge di conversione – schema

Segnalazione a cura Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


RIFORMA AMBIENTE – DL 116/2025. APPROVATO.

In attesa della pubblicazione della Legge di conversione del DL 116/2025 si offre breve schema dei punti che incidono sul Dlgs. 152/2006 (ambiente) e la radicale trasformazione di alcuni comportamenti colpiti da sanzione penale (schema che non è esaustivo di tutte le articolazioni penali del decreto).

La Legge di conversione ha introdotto alcune modifiche di cui StudioLegaleAmbiente si occuperà.

Si seguito schema dell’art. 1 del DL 116/2025 che si occupa delle modifiche al d.lgs. 152/2006 e che è stato modificato in sede di conversione…....continua lettura schema riepilogo art 1 DL 116/2025

Leggi anche su questo sito articolo sulla esclusione della tenuità del fatto

Leggi anche su questo sito articolo sull’art. 256 come modificato dal DL 116/2025

Cinzia SilvestriRIFORMA AMBIENTE – DL 116/2025
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SOSPENSIONE – LAVORO “IRREGOLARE”

SOSPENSIONE – LAVORO “IRREGOLARE”

lavoro irregolareSOSPENSIONE – LAVORO IRREGOLARE

ART. 14 comma 1 DLGS. 81/2008 (1)

Segnalazione a cura Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


Poniamo il caso che personale agente della ULSS, su segnalazione di un privato, effettui un sopralluogo a sorpresa presso una attività e ravvisi la mancanza di alcune norme relative alla sicurezza del lavoro ed anche la presenza di presunti lavoratori irregolari.

Si precisa che “Il lavoratore “in nero” è quel lavoratore impiegato senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro al Centro per l’impiego ovvero previa comunicazione ad altri Enti come richiesto dalla specifica tipologia contrattuale” Cons. Stato 7383/2023.

In questo caso è bene conoscere l’art. 14 Dlgs. 81/2008 e le sanzioni che ne possono discendere. La disamina non comprende la questione indicata nel comma 1 dei lavoratori autonomi occasionali e si concentra sulla violazione di norme sulla sicurezza e sui lavoratori irregolari; eventi che portano alla sospensione dell’attività.

L’art. 14 Dlgs. 81/2008 al comma 1 prevede:

  1. “..Ferme restando le attribuzioni previste dagliarticoli 20 e 21 del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758..”: l’autorità può imporre delle prescrizioni all’azienda e determinare una sanzione da pagare oltre a verificare l’adempimento delle prescrizioni. È il meccanismo poi importato in materia ambientale ex art. 318bis Dlgs. 152/2006……..Continua lettura articolo su disamina art. 14 comma 1 d.lgs. 81/2008
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GUASTI E DELEGHE – RESPONSABILITA’

GUASTI E DELEGHE – RESPONSABILITA’

GUASTI E DELEGHEGUASTI E DELEGHE – RESPONSABILITA’

NOTE A SENTENZA TRIBUNALE ASCOLI PICENO – VIOLAZIONI TABELLARI ACQUE

Segnalazione a cura Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


Il tribunale di Ascoli Piceno con la sentenza 214 del 2025 affronta la questione della violazione tabellare in materia di acque a fronte del guasto di un carroponte.

Il tribunale si pone nel solco dell’orientamento consolidato che accoglie la interpretazione restrittiva secondo la quale ogni guasto è prevedibile, salvo prova contraria, e dunque deve essere evitato.

Il guasto all’impianto che provoca una violazione tabellare delle acque comporta la relativa sanzione, nel caso in esame, di cui all’articolo 133 del decreto legislativo 152 del 2006; si tratta di una sanzione amministrativa di circa 3000 € che veniva impugnata in sede di tribunale dal responsabile tecnico dell’impianto, munito di apposite deleghe, e dall’amministratore legale rappresentante della società che gestisce l’impianto.

  • Il ragionamento del tribunale è essenziale: in caso di guasto all’impianto il gestore è in colpa per non aver apprestato tutti i mezzi utili per evitare l’evento e dunque ne consegue la responsabilità per la violazione tabellare accertata. Questo dogma può essere scalfito solo dalla prova di un guasto assolutamente imprevedibile tale da integrare il caso fortuito…….CONTINUA LETTURA ARTICOLO ACQUE E VIOLAZIONI TABELLARI
Cinzia SilvestriGUASTI E DELEGHE – RESPONSABILITA’
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RIFIUTI EDILI E CONDOMINIO

RIFIUTI EDILI E CONDOMINIO

rifiuti ediliRIFIUTI EDILI E CONDOMINIO

TRIBUNALE VARESE – ORDINANZA RIMOZIONE

Segnalazione a cura Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


L’ordinanza del 30.7.2025 è utile a comprendere i rapporti tra il proprietario e il committente di lavori di ristrutturazione di un immobile sito in un condominio e l’appaltatore che esegue la ristrutturazione. Le responsabilità colpiscono i soggetti dal punto di vista civilistico, condominiale ma anche  dal punto di vista della normativa ambientale.

Nel caso in esame l’appaltatore, INCARICATO DELLA ristrutturazione, lasciava nel giardino condominiale macerie e rifiuti edili per lungo tempo e utilizzava il sito anche per il deposito di materiale di risulta provenienti da altri cantieri.

Il comportamento concreta la violazione delle normative ambientali ma anche del regolamento condominiale. La presenza dei rifiuti edili provocava danni al prato e alle aree comuni dell’edificio nonché un pregiudizio per la sicurezza dei condomini e anche un rischio di incidente e cadute oltreché inalazione di polveri provenienti dalle macerie: così si esprime la ordinanza.

Il condominio stesso a mezzo del proprio amministratore ma anche il proprietario dell’unità ristrutturata e il committente provvedevano ….continua lettura articolo rifiuti edili

Cinzia SilvestriRIFIUTI EDILI E CONDOMINIO
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AMBIENTE: ESCLUSA TENUITA’ DEL FATTO

AMBIENTE: ESCLUSA TENUITA’ DEL FATTO

nuovi reati ambientaliAMBIENTE: ESCLUSA TENUITA’ DEL FATTO

Decreto-legge n. 116/2025 – vigente dal 9.8.2025

Segnalazione a cura Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


Così si esprime l’art. 2 del DL 116/2025 comma 1 vigente dal 9.8.2025:  Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:  a) all’articolo 131-bis, terzo comma, dopo il numero 4-bis) è aggiunto il seguente: «4-ter) per i delitti consumati o tentati previsti dagli articoli 255-ter, 256, commi 1-bis, 3 e 3-bis, 256-bis, e 259 deldecreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.».

L’intervento del D.L. 116/2025 è nel senso di inasprire e aumentare le pene in merito ad alcune condotte “ambientali” ma anche in ambito processuale escludendo alcuni meccanismi di favore come la “esclusione della punibilità”.

L’art. 255 Dlgs. 152/2006 (abbandono rifiuti), in commento su questo sito, già rappresenta l’operazione del Decreto che riscrive la condotta e aumenta le pene. Le modifiche al Dlgs. 152/2006 si uniscono a quelle apportate al codice penale per ottenere un sistema decisamente più rigoroso la cui efficacia è rimessa ai posteri.

L’art. 2 del DL 116/2025 modifica il Codice penale in punto di “esclusione della punibilità per la particolare tenuità del fatto” ex art. 131 bis C.P. è un beneficio a favore del reo (esclude appunto la punibilità) che deve essere valutato dal Giudice e con riferimento a reati considerati con basso impatto criminoso o per reati con una pena minimale. L’articolo incide dunque in seno processuale.

Il terzo comma dell’art. 131 bis comma 3 punto 4bis prevede i casi in cui la….   continua lettura articolo “espulsione beneficio tenuità, nuovi reati ambientali”

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…A PROPOSITO DI ALLAGAMENTI

…A PROPOSITO DI ALLAGAMENTI

allagamenti…A PROPOSITO DI ALLAGAMENTI

ORDINANZA CASSAZIONE 21531/17

Segnalazione a cura Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


A PROPOSITO DI …ALLAGAMENTI.

Un condomino subisce allagamento della propria cantina e conseguente danno relativo a bottiglie pregiate e altri oggetti. L’allagamento della cantina, secondo il condomino, era dovuto al malfunzionamento e difetto dell’impianto fognario condominiale e dunque muove causa al condominio.

Il condomino perde in Tribunale e si rivolge alla Corte di appello e poi alla Cassazione.

Il risarcimento del danno non viene concesso, sostiene la Cassazione, perché la Corte d’Appello ha escluso il nesso causale tra il malfunzionamento dell’impianto fognario condominiale e l’allagamento delle cantine. La causa dell’allagamento è stata attribuita a una precipitazione meteorica eccezionale e imprevedibile, considerata un caso fortuito autonomamente sufficiente a determinare l’evento. Inoltre, il ricorrente non ha fornito argomentazioni o prove adeguate a dimostrare che le carenze dell’impianto fognario avrebbero potuto evitare o limitare i danni.

Questo punto, la prova, è dirimente e getta luce sulla realtà processuale ……..continua lettura articolo cantina allagata e risarcimento danno

Leggi ordinanza Cassazione 2017

Cinzia Silvestri…A PROPOSITO DI ALLAGAMENTI
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