Acquistare sito inquinato: quali conseguenze?

Sito inquinato e responsabilità dell’acquirente incolpevole.

Onere reale e privilegio immobiliare – art. 253 Dlgs. 152/2006

Consiglio di Stato n. 4248/2020

A cura Studio Legale Ambiente


Acquistare un bene inquinato: quali rischi ?

L’acquisto di un bene inquinato espone a conseguenze.

 Il Consiglio di Stato n. 4248/2020  riassume le conseguenze che il proprietario incolpevole può subire.

E’ ormai consolidato il meccanismo giuridico che esclude da responsabilità il proprietario incolpevoleovvero colui che non ha causato l’inquinamento.

Il proprietario incolpevole non è tenuto a provvedere alla bonifica del sito, né può essere destinatario di ordinanze che obbligano a eseguire attività di bonifica. Il legislatore prevede che la P.A. debba, in questo caso, attivare serie indagini al fine di trovare il “colpevole”. Può anche accadere che il responsabile sia individuato ma non provveda. Comunque...Continua lettura articolo

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Europa: il Covid non deve sopprimere i diritti

Risoluzione europea: tutelare i diritti

segnalazione a cura Studio Legale Ambiente


Chi frequenta le aule di Tribunale ormai sente da tempo il peso della compressione dei diritti basilari, primo fra tutti il contraddittorio. Udienze cartolari, così definite, senza trattazione o discussione “in presenza” persino fissate  prima ancora che il convenuto si sia costituito. Istanze di trattazione telematica quasi inesistenti. Il Giudice quale deus ex machina e l’avvocato, fastidioso, che continua a chiedere il contraddittorio, insiste a chiedere prove, confuta e chiede sapendo di ricevere il rigetto, disturba, insomma la macchina della Giustizia, di cui sembra non fare parte. L’avvocato che osa persino promuovere causa in tempo di covid: ma non ha altro da pensare? E chiede persino di tenere udienza in via telematica, via zoom, lo fanno anche i ragazzini… ma non è possibile, è difficile, il tribunale di turno non ha il protocollo e per discutere cosa poi? Perché questo avvocato si ostina a voler discutere, dire contraddire e persino difendere il suo assistito. Et voilà una bella udienza cartolare e tutto si sistema, tutto tace, anche l’avvocato, forse, e se ha qualcosa da dire andrà in appello: e comincia altra avventura. Allora la Risoluzione del parlamento Europeo assume particolare rilevanza laddove ricorda che neppure in tempo di Covid possono essere soppressi i diritti fondamentali quali quello alla difesa e la lettura dell’art. 7 della Risoluzione commuove ed il pensiero corre alle belle parole forse scritte solo su quella carta calpestate spesso, non sempre si spera. Il rispetto dei diritti può essere protetto anche in periodo Covid, è facile, basta volerlo. Buona lettura.

Testi approvati – Meccanismo UE in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali –

Leggi articolo sulla rivista il Dubbio 

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La Società : Modello 231 ed estinzione del reato.. quando è possibile?

La Società può compiere lavori socialmente utili?

Modello 231 e messa alla prova della “Società”

Sentenza del GIP di Modena e Milano – riflessioni

A cura di Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri – 10.11.2020


 

La messa alla prova è un istituto che consente l’estinzione del reato. E’ un mezzo che permette di sospendere il processo e consente all’imputato di fare un percorso rieducativo, prestando la propria opera, il proprio lavoro a fini sociali, ad esempio. Il percorso rieducativo può essere variamente declinato a seconda del soggetto, del reato commesso e deve essere concertato con l’amministrazione. Al termine della sospensione e del percorso il Giudice decide la bontà dell’opera, valuta l’utilità del percorso eseguito e provvede all’estinzione del reato.

Questo beneficio tuttavia chiede la rinuncia al processo da parte dell’imputato e la rinuncia dello Stato a perseguire il reato.

Si richiamano gli articoli che disciplinano l’istituto (art. 464bis c.p.p., 168bis c.p.) senza approfondirli, perché quello che importa, in questo contesto, è comprendere se la messa alla prova sia possibile anche per le Società che siano incorse nella responsabilità amministrativa ex D.lgs. 231/2001, magari in un reato ambientale di nuovo conio ex art. 452-bis c.p…..  continua lettura articolo – messa alla prova e 231

Leggi Tribunale Milano  (tratto da banca dati Leggiditalia)

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Odori nauseabondi….quale difesa?

Odori nauseabondi – quale difesa?

a cura di Studio Legale Ambiente


L’art. 674 c.p. viene utilizzato per colpire le condotte che provocano odori intollerabili.Getto pericoloso di cose: “Chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti, è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a euro 206..”.

Continua lettura articolo …..odori, quale difesa? 

Articolo pubblicato sulla rivista Recoverweb dicembre 2020 pagina 121

 

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Inceneritori -Efficienza energetica e nuove B.A.T.

Inceneritori e nuove BAT 

Decisione 2019/2010 – Nuove BAT

segnalazione a cura Studio Legale Ambiente


Pubblicato sul sito SNPA commento di interesse sul calcolo dell’efficienza energetica degli impianti di incenerimento. Storia travagliata finalizzata a considerare tali impianti destinati non allo smaltimento ma al recupero energetico in R1. Calcolo di efficienza energetica che deve essere calcolato ogni anno e che trova come punto di riferimento l’energia prodotta.

La nuova direttiva UE del 12.11.2019 modifica il concetto di efficienza energetica o meglio cambia punto di vista e considera la potenzialità dell’impianto a produrre energia, il coefficiente diviene potenziale e trova riferimento in un range, minimo e massimo. Sempre efficienza energetica, sempre il riferimento alle nuove BAT Best Available Techniques.

La  Decisione 2019/2010  UE del 12.11.2019   proprio perchè riferita alla migliori condizioni utili lascia aperto il campo a qualsiasi soluzione utile a proteggere l’ambiente. La decisione propone ma non preclude e precisa:

“Le tecniche elencate e descritte nelle presenti conclusioni sulle BAT non sono prescrittive né esaustive. È possibile utilizzare altre tecniche che garantiscano un livello quanto meno equivalente di protezione dell’ambiente.Salvo diversa indicazione, le presenti conclusioni sulle BAT sono generalmente applicabili.

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Emissioni odorigene – Facciamo il punto

Emissioni odorigene. Facciamo il punto.

Studio Legale Ambiente – 31.10.2020


Un sistema complesso quasi inafferrabile che trova pochi riferimenti normativi e una tutela blanda. E’ indubbia la difficoltà anche tecnica di rilevamento delle emissioni odorigene per loro natura spesso discontinue, legate alla sensibilità di coloro che subiscono; sensibilità che tende anche ad assuefarsi. La tutela normativa è blanda e si disperde in qualche articolo del codice penale (art. 674 c.p.) e nell’art. 844 c.c.  a cui si aggiunge l’intervento amministrativo di controllo delle i/emissioni. Si tralascia la disamina della tutela civilistica e penale (che oggi si colora dell’art. 452-bis c.p.) spesso inidonea alla tutela e che richiede l’attivazione del soggetto leso a mezzo spesso di difensore (ultima istanza del cittadino).

Bisogna precisare che il primo riferimento è la Pubblica Amministrazione; è il primo soggetto al quale il cittadino leso chiede tutela e chiede l’intervento dell’Arpa, Asl, Comuni ecc…

La prima difficoltà nasce dal fatto … continua lettura articolo emissioni odorigene

Cinzia SilvestriEmissioni odorigene – Facciamo il punto
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Deposito temporaneo e discarica

Deposito temporaneo e discarica – quale relazione?

Cass. pen. n. 24989/2020

segnalazione a cura Studio legale Ambiente


Accade spesso di vedere contestato il reato di discarica abusiva (art. 256 comma 3 Dlgs. 152/2006) sulla base del solo fatto del trascorso termine per il deposito temporaneo di cui all’art. 183 Dlgs. 152/2006 (ad esempio 1 anno).

L’automatismo non è corretto. Il deposito temporaneo non richiede autorizzazione in quanto non attiene alla gestione del rifiuto (ma richiede il Registro di carico e scarico). il deposito deve essere classificato correttamente per essere presupposto della “discarica abusiva”, non basta, insomma, il solo deposito oltre il tempo.

La discarica è un reato che va descritto compiutamente con caratteristiche visibili (degrado, eterogeneità dei rifiuti) soprattutto di “abbandono”.

La Corte di cassazione ricorda invero, con sintesi utile, la declinazione del deposito e i diversi significati che incidono poi sul reato contestabile:

“….Del resto, la dedotta violazione del D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 183, comma 1, lett. bb), è soltanto genericamente invocata ed all’evidenza cozza, a tacer d’altro, con il requisito, previsto dalla norma, secondo cui il deposito temporaneo è il “raggruppamento dei rifiuti…prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti”. Va ribadito, al proposito, che, in assenza delle condizioni prescritte dal D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 183, comma 1, lett. bb), non ricorre l’ipotesi del deposito temporaneo di rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui sono stati prodotti, posto che, in difetto anche di uno dei requisiti indicati da tale norma, il deposito non può ritenersi temporaneo, ma deve essere qualificato, a seconda dei casi, come

“deposito preliminare” (se il collocamento di rifiuti è prodromico ad un’operazione di smaltimento), come

“messa in riserva” (se il materiale è in attesa di un’operazione di recupero), come “abbandono” (quando i rifiuti non sono destinati ad operazioni di smaltimento o recupero) o come

“discarica abusiva”, nell’ipotesi di abbandono reiterato nel tempo e rilevante in termini spaziali e quantitativi…”

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Discarica – Finalità – cosa cambia – 27.9.2020

Discariche – cosa cambia

Dlgs. n. 36/2003 art. 1 – Finalità

A cura di Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri – 27.9.2020


E’ tutto collegato.

L’art. 1 del Dlgs. 36/2003 è stato modificato dal Dlgs. 121/2020 che replica l’art. 1 della Direttiva 2018/850 in vigore già dal 4.7.2018. Siamo nell’ “economia circolare” che impone dialogo tra le diverse Direttive di settore per il fine comune.

La Finalità, che si pone il Decreto, è ora più decisa in quanto vuole garantire la progressiva riduzione del collocamento in discarica dei rifiuti tanto più se si tratta di rifiuti riciclabili o recuperabili.

Rimane la tensione a ridurre il più possibile nella consapevolezza che non esiste il livello “zero” in materia ambientale (tutto inquina)…continua lettura e schema comparato art. 1 d.lgs. 36/2003 – discariche

Cinzia SilvestriDiscarica – Finalità – cosa cambia – 27.9.2020
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RIFIUTI E ABROGAZIONI

RIFIUTI E ABROGAZIONI ELENCO

avv. Cinzia Silvestri del foro di Venezia, giurista ambientale


ABROGAZIONI – RIFIUTI

Art. 7 d.lgs. .116/2020 – abrogazioni

segnalazione a cura Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri 22.9.2020


Il d.lgs. 116/2020 all’art. 7 inizia con alcune abrogazioni di norme ormai inutili o rielaborate dal nuovo testo. Espunge qualche norma ancora riferita al Sistri ma non solo. Si allega breve griglia delle abrogazioni intervenute sul d.lgs. 152/2006

Dlgs. 116.2020 rifiuti abrogazioni

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Cinzia SilvestriRIFIUTI E ABROGAZIONI
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RIFORMA RIFIUTI: IL NUOVO CODICE AMBIENTALE – 16.9.2020

RIFORMA RIFIUTI: IL NUOVO CODICE AMBIENTALE

avv. Cinzia Silvestri del foro di Venezia, giurista ambientale


RIVOLUZIONE RIFIUTI – NUOVO CODICE AMBIENTALE –

LA RIFORMA DEL DLGS. 3.9.2020 N. 116

a cura Studio Legale Ambiente


A dire il vero la rivoluzione del Dlgs. 116/2020 in gazzetta ufficiale del 3.9.2020 e vigente dal 26.9.2020 (mancano pochi giorni) era annunciata già dall’avvento della Direttiva 851/2018. Era solo questione di tempo. Tutto doveva cambiare. Di certo la riformulazione degli articoli porterà utili conseguenze al sistema gestione di rifiuti.

Per il momento si allega il testo del Dlgs. n. 116/2020

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avv. Cinzia Silvestri del foro di Venezia, giurista ambientale


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AMIANTO – LINEE GUIDA SNPA

AMIANTO – LINEE GUIDA – SNPA – 7.9.2020

avv. Cinzia Silvestri del foro di Venezia, giurista ambientale


SNPA pubblica le linee guida per l’Amianto. Ormai siamo abituati e attendiamo lo scrupoloso decalogo redatto dalle agenzie per l’Ambiente. Linee guida che pur non avendo valore di legge, tracciano utili strade che consentono un lettura complessiva del problema. L’amianto è disciplinato in modo poco omogeneo e presenta molte particolarità rispetto alla normativa ambientale di cui al d.lgs. 152/2006. Leggi Documento-di-indirizzo-per-la-valutazione-del-rischio-amianto-nel-SNPA_03_09-2020

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Cinzia SilvestriAMIANTO – LINEE GUIDA SNPA
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