Ambiente e tutela degli “informatori”

Ambiente e Whistleblowing (WB) – tutela degli informatori

Direttiva UE 2019/1937

segnalazione a cura di Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


  1. Direttiva UE 2019/1937 – tutela degli informatori

Passa quasi inosservata la Direttiva UE 2019/1937 che disciplina la protezione degli informatori ovvero di coloro che segnalano violazioni del diritto. Un sistema che incentiva la segnalazione anonima o meglio la segnalazione che non rende possibile identificare il “segnalatore”, che non deve subire “ritorsioni” lavorative, ad esempio. Il sistema è entrato nel sistema di organizzazione del modello “231” (responsabilità degli Enti) già con la Legge 179/2017. La Direttiva UE 2019/1937 compie un ulteriore passo avanti ed attende il recepimento del legislatore italiano, già in ritardo. 

Ebbene, la Direttiva considera il sistema WB e la tutela degli informatori anche e soprattutto per la tutela ambientale e così si esprime il considerando n. 10): 

Per quanto riguarda la tutela dell’ambiente, la raccolta di prove, la prevenzione, l’accertamento e il contrasto dei reati ambientali e dei comportamenti illeciti rimangono aspetti problematici e devono essere rafforzate le azioni a tal riguardo, come riconosciuto nella comunicazione della Commissione, del 18 gennaio 2018, dal titolo «Azioni dell’UE volte a migliorare la conformità e la governance ambientali». Considerato che prima dell’entrata in vigore della presente direttiva le sole norme di protezione degli informatori esistenti in materia di tutela dell’ambiente sono previste in un atto settoriale, vale a dire nella direttiva 2013/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (11), l’introduzione di una tale protezione è necessaria per garantire l’efficace applicazione dell’acquis ambientale dell’Unione, le cui violazioni possono arrecare pregiudizio al pubblico interesse, con possibili effetti di ricaduta al di là delle frontiere nazionali. L’introduzione di tale protezione è altresì pertinente per i prodotti non sicuri che possono causare danni ambientali.

2. tutela dell’ambiente e tutela degli informatori

Si precisa inoltre che la Direttiva, all’art. 2, prevede espressamente la “tutela dell’ambiente”  e la protezione di coloro che segnalano violazioni su questo tema. Utile ricordare il richiamo nell’allegato alla Direttiva che evoca la Direttiva 2008/99/CE sulla tutela penale dell’ambiente; Direttiva quest’ultima in corso di revisione su proposta della Commissione. Si ricorda che la Direttiva 2008/98/CE ha permesso l’introduzione nel nostro ordinamento dei reati ambientali penali di cui all’art. 452bis c.p. ss..

Articolo 2, paragrafo 1, lettera a), punto v) – tutela dell’ambiente

Qualunque tipo di reato contro la tutela dell’ambiente disciplinato dalla direttiva 2008/99/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, sulla tutela penale dell’ambiente (GU L 328 del 6.12.2008, pag. 28) o qualunque illecito che costituisca una violazione della normativa di cui agli allegati della direttiva 2008/99/CE;

Cinzia SilvestriAmbiente e tutela degli “informatori”
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Tariffa servizio idrico, discariche, VAS… novità

Novità – DL 152/2021 – PNRR e prevenzione infiltrazioni mafiose

Tariffa servizio idrico, discariche, VAS – Modifiche al Codice ambientale 

segnalazione a cura Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


Il Codice ambientale subisce nuovo intervento dal DL 152/2021 vigente dal 7.11.2021.

Le disposizioni urgenti per l’attuazione del PNRR e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose incide anche su alcuni articoli del codice ambientale e leggi collegate.

L’art. 16 del DL 152/2021 titola sulle “risorse idriche” e modifica l’art. 154 d.lgs. 152/2006

L’art. 18 del DL 152/2021 apre con curioso titolo di “proposta” di riduzione dei tempi del procedimento di VAS modificando l’art. art. 13 d.lgs. 152/2006

L’art. 50 del DL 152/2021 abroga l’art. art. 194bis d.lgs. 152/20060 relativo al Sistri.

Si aprono poi tutte le modifiche alle leggi correlate che meritano apposita trattazione quale ad esempio l’art. 43 DL 152/2021 relativo al “potenziamento della struttura del Commissario unico per la bonifica delle discariche abusive”.

Leggi testo DL 152/2021

Cinzia SilvestriTariffa servizio idrico, discariche, VAS… novità
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AUTORITA’ PER LA LAGUNA DI VENEZIA… A ROMA – 20.8.2020

Autorità per la Laguna di Venezia …a Roma.

MO.S.E. – la rivoluzione dell’art. 95 D.L . 104/2020 

A cura di Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri – 20.8.2020


Il DL del 14.8.2020 art. 95 ha istituito l’Autorità per la Laguna di Venezia (ALV?) operando una significativa rivoluzione di sistema. L’Autorità sarà controllata direttamente dal  Ministero infrastrutture e trasporti (Roma) pur avendo sede fisica a Venezia.

Diciamo subito che il comma 15 dell’art. 95  prevede che nelle more della piena operatività della nuova Autorità tutto rimane immutato ovvero le  funzioni, attività poteri sono svolte dalle amministrazioni e dagli enti competenti nei diversi settori. Così forse esiste il tempo per ponderare meglio lo spostamento a Roma del Controllo del MOSE, ad esempio, ed il Parlamento, che entro ottobre 2020 dovrà pronunciarsi, riuscirà a sistemare qualche stortura.

Bisogna ricordare che l’art. 18 comma 3 DL 90/2014 ha soppresso il Magistrato delle acque (1963) per le province venete e di Mantova e trasferito le relative funzioni al provveditorato alle opere pubbliche competente per territorio, ad oggi operante. Il controllo e le funzioni “lagunari” sono sempre rimaste legate al territorio. Tant’è che  l’art. 18 comma 3 del DL 90/2014 convertito con Legge 114/2014 prevedeva inoltre di trasferire (con apposito DPCM) alla città Metropolitana di Venezia (ex Provincia) tutte le competenze lagunari anche di polizia. Trasferimento che manteneva su Venezia il controllo. Ebbene l’art. 95 del DL 14.8.2020 ha spazzato via ogni passaggio, istituito l’ALV e rimesso il controllo a Roma a mezzo del Ministero.

La relazione al Decreto Legge agostano ricorda anche le leggi speciali di Venezia.

La L. 366/1963 definiva l’ambito Lagunare, il perimetro, che si estende dalla foce de Sile (conca del Cavallino) alla foce del Brenta (conca di Brontolo). Legge che affidava al magistrato delle Acque il controllo di tale perimetro acqueo.

Seguiva la prima legge speciale di Venezia n. 171 del 1973 recante “interventi per la salvaguardia di Venezia” che fissava tre obiettivi (salvaguardia fisica, ambientale e socioeconomica) da attuare attraverso provvedimenti attuativi dello Stato, del Magistrato acque, regione ed enti locali.

Nel 1984 interviene la legge speciale n. 798 che prevede finanziamenti ma soprattutto istituisce un Comitato di indirizzo per coordinare i vari interventi. La Legge speciale 798/1984 pone anche la questione nota del MO.S.E. ovvero definisce i criteri generali del progetto per gli interventi alle bocche di porto con sbarramenti manovrabili.

Ebbene l’insieme di tutte le funzioni, poteri indicati nelle 3 leggi speciali veneziane confluiscono ora, grazie all’art. 95 del DL agostano, nella nuova Autorità per la Laguna di Venezia.

Il comma 2 dell’art. 95 citato riepiloga parte dei poteri e funzioni dell’ALV.

Il MO.S.E. è centrale; il controllo è capillare. La lettera d) del comma 2 indica che l’ALV “svolge attività di gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria del MOSE; a tal fine, per lo svolgimento dei servizi professionali e di assistenza tecnica ad elevata specializzazione non reperibili presso le pubbliche amministrazioni, può costituire…una società da essa interamente partecipata, i cui rapporti con l’Autorità sono disciplinate mediante convenzioni finanziate con le risorse disponibili a legislazione vigente per le attività di manutenzione del MOSE. La società opera sulla base di un pianto che comprovi la sussistenza di concrete prospettive di mantenimento dell’equilibrio economico e finanziario della gestione..”.

 Inutile dire che questa disposizione rimanda alle vicende corruttive che hanno interessato il MOSE e che rinvia a quelle società costituite proprio per il MOSE che hanno creato un sistema facile e abusato che conosciamo per cronaca. In ogni caso l’art. 95 si occuperà anche delle società ancora operative (meglio in altro articolo).

Una prima riflessione collega la visita di Conte (Governo) al Mose, in occasione del Collaudo avvenuto qualche settimana fa. Questa rivoluzione operativa è frutto della visita di Conte al MOSE? Perché inserirla nel decreto Agostano? Quale è la ragione di urgenza che la sostiene?

Leggi DL 104.2020 art. 95

Cinzia SilvestriAUTORITA’ PER LA LAGUNA DI VENEZIA… A ROMA – 20.8.2020
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Corruzione/prescrizione – Legge n. 3/2019

Legge sulla “corruzione” e non solo ..
Pubblicata in Gazzetta ufficiale la Legge n. 3/2019
segnalazione a cura Studio Legale Ambiente


Pubblicata la Legge che giaceva sul tavolo del Presidente della Repubblica da qualche tempo e che disciplina anche la nuova “prescrizione dei reati” con vigenza però dal 1.1.2020.  Si rinvia agli articoli pubblicati su questo sito che hanno puntualizzato le novità anche in materia ambientale.
Vai alla lettura della Legge 3/2019 – corruzione

adminCorruzione/prescrizione – Legge n. 3/2019
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Prescrizione dei reati…anche ambientali

Prescrizione dei reati … anche ambientali

In vigore dal 1.1.2020 – Legge “spazzacorrotti”.

A cura di Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri – 27.12.2018


Si parla molto di prescrizione dei reati; la questione riguarda anche i reati ambientali.

L’avvocatura –  e persino la Magistratura – non condivide tale disegno di legge in punto di prescrizione. Riforma lesiva di principi costituzionali. 

Si legge nel Dossier 39/3 – schede di lettura – del 14.12.2018, nel sito del Parlamento con riferimento alle modifiche apportate agli artt. 158,159,160 c.p (sulla prescrizione):

“..Il comma 1, lettere d), e) ed f)  (della legge “spazzacorrotti”)– prevede anche una parziale riforma dell’istituto della prescrizione del reato, attraverso continua lettura articolo e schema art. 159 c.p. – prescrizione

adminPrescrizione dei reati…anche ambientali
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Reati ambientali e Anticorruzione

Reati ambientali (codice penale)

Condanna e divieto a contrarre con la Pubblica amministrazione

Anticorruzione: Legge “spazzacorrotti” 18.12.2018

Modifiche all’art. 32 quater Codice penale

A cura di Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri 


Approvato in data 18.12.2018 il Disegno Legge (C-1189-B) cosidetto “spazzacorrotti” o “sulla corruzione” ed in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. 

L’art. 1 della Legge “spazzacorrotti” modifica l’art. 32 quater c.p. che prevede , nel caso di condanna, per alcuni reati anche ambientali  la pena accessoria del divieto a contrarre con la pubblica amministrazione. 

I reati ambientali rimangono gli stessi, salvo l’aggiornamento che vede il richiamo dell’art. 452 quaterdecies in vece dell’abrogato art. 260 Dlgs. 152/2006 

Si ricordano dunque i reati ambientali che prevedono la misura (nel caso di condanna) del divieto a contrarre con la P.A.:

452-bis: inquinamento ambientale

452-quater: disastro ambientale

452-sexies: traffico ed abbandono di materiale ad alta radioattività

452-septies: impedimento ….. continua lettura articolo e schema art. 32 quater c.p. 

adminReati ambientali e Anticorruzione
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Anticorruzione: Legge “spazzacorrotti” 18.12.2018

Anticorruzione: Legge “spazzacorrotti” 18.12.2018

Modifiche agli artt. 25,13,51 Dlgs. 231/2001 – Responsabilità Enti

schema comparato art. 25 Dlgs. 231/2001

A cura di Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri 


Approvato in data 18.12.2018 il Disegno Legge (C-1189-B) cosidetto “spazzacorrotti” o “sulla corruzione”,  in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Salvo imprevisti  (il testo è alla firma) il testo contiene modifiche anche al Dlgs. 231/2001 sulla Responsabilità degli Enti.

L’art. 7 modifica alcuni articoli del Dlgs. 231/2001 con riferimento in particolare all’art. 25 che viene implementato e modificato. 

Traffico di influenze illecite

Il primo comma dell’art. 25 Dlgs. 231/2001 viene sostituito e implementato con la previsione di nuova figura di reato di cui all’art. 346 bis c.p.- traffico di influenze illecite; figura di reato introdotta con L. 190/2012 che si aggiunge alle figure tipiche della Corruzione per l’esercizio di funzione (di cui all’art. 318 c.p.. continua lettura articolo e schema art. 25 ——-> Legge spazzacorrotti 2018

adminAnticorruzione: Legge “spazzacorrotti” 18.12.2018
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ANAC: operativo portale segnalazione illeciti

Whistleblowing: segnalazioni anonime dei dipendenti pubblici
ANAC operativa piattaforma per la segnalazione anonima
segnalazione a cura Studio Legale Ambiente


Si riporta il comunicato del presidente ANAC pubblicato sul sito ANAC:

“Comunicato del Presidente del 6  febbraio 2018

Segnalazioni  di illeciti presentate dal dipendente pubblico (c.d. Whistleblower)
L’Autorità comunica che a partire dall’  8 febbraio 2018 sarà operativa l’applicazione informatica Whistleblower per l’acquisizione e la gestione, nel rispetto delle  garanzie di riservatezza previste dalla normativa vigente, delle segnalazioni  di illeciti da parte dei pubblici dipendenti come definiti dalla nuova versione  dell’art. 54 bis del d.lgs.165/2001. Al fine, quindi, di garantire la tutela  della riservatezza in sede di acquisizione della segnalazione, l’identità del  segnalante verrà segregata e lo stesso, grazie all’utilizzo di un codice  identificativo univoco generato dal sistema, potrà “dialogare” con l’ANAC in  maniera spersonalizzata tramite la piattaforma informatica.
Quanto sopra per evidenziare che a  partire dalla entrata in esercizio del suddetto portale, potrà essere garantita  la massima riservatezza esclusivamente alle segnalazioni pervenute tramite il descritto  sistema. Conseguentemente si consiglia, per le segnalazioni inoltrate a partire  dall’entrata in vigore della legge n. 179/2017 tramite ogni altro canale  (telefono, posta elettronica, certificata e non, protocollo generale), di  inviarle nuovamente utilizzando solo e unicamente la piattaforma ANAC.”

adminANAC: operativo portale segnalazione illeciti
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Avvocati/gare per il servizio? Grazie no.

Linee Guida ANAC sui Servizi Legali
Parere del CNF (Consiglio Nazionale Forense) del 21.12.2017
segnalazione a cui di  Cinzia Silvestri


Continua la stortura interpretativa relativa alla natura dei servizi legali ben espressa da ANAC nella proposta di linee Guida che attende parere dal Consiglio di Stato.
Interviene il parere legale del CNF (come richiesto dal Consiglio di Stato) che riporta la questione nei giusti termini ed evidenzia le divagazioni di ANAC che diviene sempre più “legislatore”.
Conclude giustamente il CNF al punto 13 del parere, ritenendo tutti i punti indicati nell’art. 17 lett. d) del Dlgs. 50/2016 sono oggetto di affidamento diretto agli avvocati e pertanto esclusi dalla disciplina della gara pubblica. Gli altri servizi legali sono soggetti ad una procedura comparativa semplificata.
Vai alla lettura del parere CNF 

adminAvvocati/gare per il servizio? Grazie no.
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Segnalare Reati – dipendenti pubblici e privati: Legge 179/2017

Whistleblowing – Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarita’ di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato – L. n. 179/2017
segnalazione a cura Studio Legale Ambiente.


Segnalare reati per il dipendente pubblico e privato è diventato punto centrale della lotta alla corruzione.
Sostituito l’art. 54 bis del Dlgs. 165/2001 per i pubbici dipendenti
Modificato l’art. 6 della Dlgs. 231/2001 per i dipendenti privati. La modifica per i dipendenti privati impatta sul modello organizzativo che dovrà essere implementato e aggiornato.
Vai alla lettura del testo L. 179/2017  e
articolo pubblicato in questo sito relativo alle modifiche intervenute al Dlgs. 231/2001

adminSegnalare Reati – dipendenti pubblici e privati: Legge 179/2017
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Tutela del dipendente che segnala illeciti – modifica al modello organizzativo "231"

Tutela del dipendente privato che segnala illeciti – “il segnalatore”
Come cambia l’art. 6 Dlgs. 231/2001- Whistleblowers
Modifiche al Dlgs. 231/2001 – comma 2 bis e 2ter e 2 quater art. 6 Dlgs. 231/2001
A cura di Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


Wistleblowers che presto diverrà semplicemente WB che tradotto significa “segnalatore” e qualcuno tradurrà in “spione”.
Un altro termine inglese entra nel nostro vocabolario perché la sua traduzione rende tale figura più comprensibile, più accettabile del termine “spione, delatore”.
Il tentativo del legislatore invero è di proteggere il dipendente che segnala illeciti nell’ambito del proprio ambiente lavorativo; il segnalatore deve però fare attenzione a non segnalare illeciti infondati.
Approvato ed in attesa di pubblicazione in Gazzetta ufficiale la legge di protezione per dipendenti pubblici e privati che segnalano illeciti. Il testo approvato si compone di 3 articoli.
Con riferimento al settore “privato” viene inserito il comma 2 bis e 2 ter, 2 quater all’art. 6 Dlgs. 231/2001 (norma perno di tutto il ….continua lettura articolo e schema art. 6 

adminTutela del dipendente che segnala illeciti – modifica al modello organizzativo "231"
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ANAC: Appalti e R.U.P.

ANAC/APPALTI: il R.U.P. è Pubblico Ufficiale?

Responsabile Unico del Procedimento - Provvedimento dell'11.10.2017
segnalazione a cura Studio Legale Ambiente

L'ANAC pubblica aggiornamento al decreto legislativo 19  aprile  2017,  n.  56  delle
linee guida n. 3, di attuazione del  decreto  legislativo  18  aprile
2016, n. 50, su: «Nomina, ruolo e compiti del responsabile unico  del
procedimento per l'affidamento di appalti e concessioni».
Leggi ANAC, provvedimento 11.10.2017 RUP 
Scrive il provvedimento ANAC:
Il  RUP  e'  individuato,  nel  rispetto  di  quanto  previsto
dall'art. 31, comma 1, del Codice, tra i dipendenti di ruolo  addetti
all'unita' organizzativa inquadrati come dirigenti o  dipendenti  con
funzioni direttive o, in caso di carenza in organico  della  suddetta
unita' organizzativa, tra  i  dipendenti  in  servizio  con  analoghe
caratteristiche.
  2.3. Il RUP, nell'esercizio delle sue  funzioni,  e'  qualificabile
come pubblico ufficiale.
adminANAC: Appalti e R.U.P.
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ANAC: quali denunce può raccogliere?

L’ANAC  precisa la propria competenza
Whistleblowing e Pantouflage ….questi sconosciuti…
segnalazione a cura Studio Legale Ambiente


E’ interessante leggere l’elenco delle segnalazioni che giungono all’ANAC ritenuta ormai, più dell’autorità Giudiziaria, entità in grado di intervenire, risolvere e forse giudicare. L’ANAC elenca, sulla base di segnalazioni ricevute e dunque su casistica reale, che non può intervenire, ad esempio, per illeciti compiuti da magistrati o casi di malasanità.. ; segue l’elenco dell’ambito in cui può intervenire purché la segnalazione non sia anonima i casi di• whistleblowing che è diventata parola di moda e ricorre sovente non solo nei provvedimenti Anac; e di pantouflage altra parola interessante che si riferisce però a caso specifico.
Il Whistleblowing deve attingere dall’inglese per esprimere ed identificare colui che denuncia le irregolarità nelle pubbliche amministrazioni al fine di impedire atti correttivi e che la normativa protegge. Figura poco amata che in italiano forse verrebbe tradotta con il termine “spione” e che invece l’inglese ha il merito di emancipare richiamando la figura dell’arbitro che fischia il fallo appunto dell’amministrazione pubblica.
Pantouflage è espressamente riferito ad impedire il passaggio di alti funzionari a ditte private e definito all’art. 53 comma 16ter del Dlgs. 165/2001: 16-ter. I dipendenti che, negli ultimi tre anni di servizio, hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, non possono svolgere, nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di pubblico impiego, attività lavorativa o professionale presso i soggetti privati destinatari dell’attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri. I contratti conclusi e gli incarichi conferiti in violazione di quanto previsto dal presente comma sono nulli ed è fatto divieto ai soggetti privati che li hanno conclusi o conferiti di contrattare con le pubbliche amministrazioni per i successivi tre anni con obbligo di restituzione dei compensi eventualmente percepiti e accertati ad essi riferiti.
Di seguito dunque la comunicazione dell’ANAC: 
Ambito di intervento dell’Anac
Tipologie di segnalazioni a cui non può seguire attività di accertamento o indagine
L’Autorità nazionale anticorruzione sta ricevendo numerose segnalazioni e richieste di intervento riguardanti fattispecie che esulano dalle funzioni attribuite dalla legge e sulle quali non è quindi possibile svolgere attività di accertamento o indagine. Nella seduta del 27 aprile 2017 è stato dunque approvato un Comunicato del Presidente per richiamare l’attenzione sul perimetro di intervento dell’Autorità, evitare che si producano inattuabili aspettative su questioni non pertinenti e affinché la valutazione delle istanze, comunque necessaria, non rallenti l’attività degli uffici. Nel Comunicato sono riportati tutti i temi di competenza dell’Autorità e quelli estranei al suo raggio d’azione.
Comunicato del Presidente del 27 aprile 2017
Ambiti di cui l’autorità anticorruzione non si occupa
Sono oggetto di archiviazione le segnalazioni anonime (senza firma, con firma illeggibile o che non consentano di identificare con certezza l’autore) e dal contenuto generico. A titolo esemplificativo e non esaustivo, si elencano le tipologie di segnalazioni che non vengono prese in considerazione per manifesta incompetenza:
• accertamento di responsabilità penali o erariali (la competenza è dell’Autorità giudiziaria o della Corte dei conti)
• presunti illeciti commessi da magistrati (è competente la Procura distrettuale ai sensi dell’art. 11 del codice di procedura penale)
• procedure selettive e concorsi (la competenza è della giustizia amministrativa)
• irregolarità nelle nomine se non riguardano casi di incompatibilità o inconferibilità degli incarichi
• rivendicazioni sindacali
• casi di malasanità
• assenteismo dal lavoro
• conflitti politico-istituzionali all’interno di enti
• successioni, eredità, testamenti
• anomalie nella gestione di istituti di credito o finanziari
• abusi edilizi
• aumento delle tariffe
Ambiti di pertinenza dell’autorità anticorruzione
L’Anac è competente a svolgere: attività di prevenzione della corruzione nelle amministrazioni pubbliche e nelle società controllate e partecipate; vigilanza sull’affidamento e l’esecuzione dei contratti pubblici; gestione delle segnalazioni di illeciti denunciate da dipendenti pubblici.
A titolo esemplificativo e non esaustivo, sono quindi di competenza dell’Autorità le segnalazioni aventi ad oggetto:
• contratti pubblici (affidamento ed esecuzione di lavori, servizi e forniture)
• attività di precontenzioso
• misure anticorruzione (in particolare controlli su adozione, applicazione ed efficacia dei piani triennali di prevenzione)
• obblighi di trasparenza sui siti web istituzionali
• inconferibilità e incompatibilità di incarichi
• casi di pantouflage (vedi d.lgs.  165/2001, art. 53, comma 16-ter)
• whistleblowing

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ANAC: chiarimento su iscrizione Albo Gestori Ambientali

ANAC: iscrizione Albo Gestori Ambientali
Comunicato presidente Anac 28.8.2017
segnalazione a cura di Studio Legale Ambiente


Con breve comunicato l’ANAC comunica di “conformarsi” al dettato della giurisprudenza e di modificare dunque il proprio orientamento.
Scrive l’ANAC ” il requisito di iscrizione all’albo dei gestori ambientali richiesto nelle gare di affidamento dei contratti pubblici sia un requisito di partecipazione e non di esecuzione…”
Vai al documento Comunicato ANAC
 

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Modello "231": quando è idoneo?

Modello “231”: quando  è idoneo?
Cassazione penale 11442/2016
segnalazione a cura Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


L’adozione del Modello 231 ai sensi del Dlgs. 231/2001 spesso non è concretamente attuato dalla Società. Per la creazione del Modello sono nate scrupolose “metodiche”, sono stati inventati  “programmi” di gestione del modello. Tuttavia si dimentica che adottare il modello significa avere una organizzazione idonea ad evitare il reato previsto dal Dlgs. 231/2001 a prescindere dai corposi cartacei frutto spesso di copia e incolla di altri Modelli (formalismo cartolare).
Adottare il modello 231 (cartaceo) non pone al riparo dalle contestazioni e dalla condanna per i reati presupposto laddove tale modello non sia effettivo ed idoneo.
Utile la lettura della sentenza della Cassazione n. 11442/2016 sul punto relativo alla idoneità del modello adottato da una Società per reato corruttivo.
Ed invero : ” In sede di appello, la ricorrente aveva contestato le conclusioni del primo giudice in ordine all’inidoneità del suddetto modello.
La sentenza impugnata perviene al giudizio di inidoneità di tutte le cautele adottate a far data dal 2001 dalla … s.p.a. – e quindi anche di quelle contenute nel modello -, evidenziandone le carenze, consistite nella previsione di misure preventive solo “sulla carta” e nell’assenza di alcun tipo di garanzia in grado di impedire o quanto meno rendere più difficile la partecipazione dei rappresentanti della ….s.p.a. alla complessiva corruzione attuata per aggiudicarsi i vari “treni” (quali, il comitato di controllo, l’internal audit, ecc.).
Si tratta di un giudizio di fatto non affetto dai vizi denunciati, in quanto la sentenza impugnata non ha tratto la prova dell’inidoneità del modello dalla mera commissione del reato di corruzione dai rappresentanti dell’ente.
La Corte di appello, dopo aver esaminato le cautele organizzative apprestate e averne stabilito la inidoneità, ha utilizzato quale argomento rafforzativo della sussistenza della responsabilità dell’ente quello di aver adottato una politica aziendale di mero formalismo cartolare (“paper compliance policy”), come era dato trarre dalla sistematica violazione da parte dei suoi responsabili della normativa penale e dall’entità dei fondi impiegati nelle dazioni corruttive.
Invero, nel caso in esame, dal giugno 2004 sino al dicembre 2004, nonostante l’adozione del modello, si erano susseguite – senza alcuna soluzione di continuità rispetto a quanto avvenuto in precedenza – le attività corruttive realizzate da Snamprogetti s.p.a. attraverso i suoi intermediari, che subivano una sospensione solo a seguito dell’inizio delle investigazioni penali…”

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ANAC: Società controllate pubbliche e Dlgs. 231/2001

Anac: società controllate pubbliche e Dlgs. 231/2001
Linee Guida Anac – obbligo di motivazione
A cura di Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


Sono in consultazione le linee Guida dell’Anac che precisano oneri ed obblighi delle società partecipate pubbliche e soprattutto evidenziano la relazione sempre più forte con il Dlgs. 231/2001 che laddove la società controllata pubblica decida di non adottare deve motivare.
Di seguito un estratto di alcuni punti (1.3 e 3.1) delle nuove linee Guida:
1.3. Le misure di prevenzione della corruzione: il PNA come atto di indirizzo rivolto ai soggetti di cui all’art. 2-bis del d.lgs. n. 33/2013
Con riferimento alle misure di prevenzione della corruzione diverse dalla trasparenza, l’art. 41 del d.lgs. 97/2016, aggiungendo il comma 2-bis all’art. 1 della l. 190/2012, prevede che tanto le pubbliche amministrazioni quanto gli “altri soggetti di cui all’articolo 2-bis, comma 2, del d.lgs. n. 33 del 2103” siano destinatari delle indicazioni contenute nel PNA (del quale è la legge stessa a definire la natura di atto di indirizzo), ma secondo un regime differenziato: mentre le prime sono tenute ad adottare un vero e proprio PTPCT, i secondi devono adottare “misure integrative di quelle adottate ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231”.
Di questa innovazione occorre sottolineare …..Continua lettura articolo – anac

adminANAC: Società controllate pubbliche e Dlgs. 231/2001
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