Modello "231": quando è idoneo?

Modello “231”: quando  è idoneo?
Cassazione penale 11442/2016
segnalazione a cura Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


L’adozione del Modello 231 ai sensi del Dlgs. 231/2001 spesso non è concretamente attuato dalla Società. Per la creazione del Modello sono nate scrupolose “metodiche”, sono stati inventati  “programmi” di gestione del modello. Tuttavia si dimentica che adottare il modello significa avere una organizzazione idonea ad evitare il reato previsto dal Dlgs. 231/2001 a prescindere dai corposi cartacei frutto spesso di copia e incolla di altri Modelli (formalismo cartolare).
Adottare il modello 231 (cartaceo) non pone al riparo dalle contestazioni e dalla condanna per i reati presupposto laddove tale modello non sia effettivo ed idoneo.
Utile la lettura della sentenza della Cassazione n. 11442/2016 sul punto relativo alla idoneità del modello adottato da una Società per reato corruttivo.
Ed invero : ” In sede di appello, la ricorrente aveva contestato le conclusioni del primo giudice in ordine all’inidoneità del suddetto modello.
La sentenza impugnata perviene al giudizio di inidoneità di tutte le cautele adottate a far data dal 2001 dalla … s.p.a. – e quindi anche di quelle contenute nel modello -, evidenziandone le carenze, consistite nella previsione di misure preventive solo “sulla carta” e nell’assenza di alcun tipo di garanzia in grado di impedire o quanto meno rendere più difficile la partecipazione dei rappresentanti della ….s.p.a. alla complessiva corruzione attuata per aggiudicarsi i vari “treni” (quali, il comitato di controllo, l’internal audit, ecc.).
Si tratta di un giudizio di fatto non affetto dai vizi denunciati, in quanto la sentenza impugnata non ha tratto la prova dell’inidoneità del modello dalla mera commissione del reato di corruzione dai rappresentanti dell’ente.
La Corte di appello, dopo aver esaminato le cautele organizzative apprestate e averne stabilito la inidoneità, ha utilizzato quale argomento rafforzativo della sussistenza della responsabilità dell’ente quello di aver adottato una politica aziendale di mero formalismo cartolare (“paper compliance policy”), come era dato trarre dalla sistematica violazione da parte dei suoi responsabili della normativa penale e dall’entità dei fondi impiegati nelle dazioni corruttive.
Invero, nel caso in esame, dal giugno 2004 sino al dicembre 2004, nonostante l’adozione del modello, si erano susseguite – senza alcuna soluzione di continuità rispetto a quanto avvenuto in precedenza – le attività corruttive realizzate da Snamprogetti s.p.a. attraverso i suoi intermediari, che subivano una sospensione solo a seguito dell’inizio delle investigazioni penali…”

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ANAC: Società controllate pubbliche e Dlgs. 231/2001

Anac: società controllate pubbliche e Dlgs. 231/2001
Linee Guida Anac – obbligo di motivazione
A cura di Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


Sono in consultazione le linee Guida dell’Anac che precisano oneri ed obblighi delle società partecipate pubbliche e soprattutto evidenziano la relazione sempre più forte con il Dlgs. 231/2001 che laddove la società controllata pubblica decida di non adottare deve motivare.
Di seguito un estratto di alcuni punti (1.3 e 3.1) delle nuove linee Guida:
1.3. Le misure di prevenzione della corruzione: il PNA come atto di indirizzo rivolto ai soggetti di cui all’art. 2-bis del d.lgs. n. 33/2013
Con riferimento alle misure di prevenzione della corruzione diverse dalla trasparenza, l’art. 41 del d.lgs. 97/2016, aggiungendo il comma 2-bis all’art. 1 della l. 190/2012, prevede che tanto le pubbliche amministrazioni quanto gli “altri soggetti di cui all’articolo 2-bis, comma 2, del d.lgs. n. 33 del 2103” siano destinatari delle indicazioni contenute nel PNA (del quale è la legge stessa a definire la natura di atto di indirizzo), ma secondo un regime differenziato: mentre le prime sono tenute ad adottare un vero e proprio PTPCT, i secondi devono adottare “misure integrative di quelle adottate ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231”.
Di questa innovazione occorre sottolineare …..Continua lettura articolo – anac

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Corruzione tra privati: modifiche al Dlgs. 231/2001 – reati societari

Corruzione tra privati: Modifica responsabilità Enti ex Dlgs. 231/2001
Modifica art. 25 ter Dlgs. 231/2001 – reati societari
 A cura di Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


Il Dlgs. 38/2017 modifica anche l’art. 25 ter del Dlgs. 231/2001 alla lettera s- bis e colpisce solo due condotte.
Nel caso di cui all’art. 2635 del c.c. ovvero per la condotta del corruttore (come modificato dalla novella) «Chi, anche per interposta persona, offre, promette o da’ denaro o altra utilita’ non dovuti alle persone indicate nel primo e nel secondo comma, e’ punito con …….continua lettura articolo e schema  corruzione tra privati 

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Corruzione: Amministratori e società private

Corruzione tra privati: Amministratori e direttori di società private
Dlgs. 15.3.2017 n. 38 (Gazz. Uff. 30.3.2017) 
  A cura di Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


Il legislatore punisce anche i dirigenti, liquidatori, direttori “corrotti” e corruttori nell’ambito delle società ed enti privati.
Il Dlgs. 38/2017 entrerà in vigore il 14 aprile 2017 tramite la modificazione dell’art. 2635 c.c. che regolamenta la corruzione tra privati.
Dopo l’art. 2635 del c.c. è inserito l’art. 2635bis c.c. che sanzione anche l’istigazione alla corruzione comminando la pena della reclusione ridotta da 4 mesi a 1 anno per l’istigatore.
Il primo comma dell’art. 2635 c.c…continua lettura articolo e schema nuovo art. 2635 c.c.

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Appalti: Linee Guida n. 7 – affidamenti diretti

Appalti e linee Guida Anac n. 7
segnalazione a cura Studio Legale Ambiente


Pubblicate in Gazzetta Ufficiale del 14.3.2017 le Linee guida n. 7, di attuazione del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recanti: «Linee guida per l’iscrizione nell’Elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori che operano mediante affidamenti diretti nei confronti di proprie societa’ in house previsto dall’art. 192 del decreto legislativo 50/2016». (Delibera n. 235).
Leggi Linee guida 7 anac
 

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Linee Guida ANAC – servizi di ingegneria e architettura

Linee Guida ANAC - servizi di ingegneria e architettura
segnalazione a cura di Studio Legale Ambiente

Pubblicate in Gazzetta Ufficiale del 29.9.2016 le linee Guida dell'Anac relative al
conferimento di servizi di ingegneria e architettura.
Vai alla lettura delle Linee Guida
L'Anac richiama gli articoli sparsi nel Codice Appalti e con intento quasi didattico li
raggruppa e ne spiega il contenuto.
Si riporta uno dei Box di sintesi indicato nelle linee Guida:
 Box di sintesi                  |
         +=================================================+
         |Per il principio di continuita' nella            |
         |progettazione e' ammissibile la partecipazione   |
         |alla gara per il servizio di progettazione       |
         |definitiva ed esecutiva anche del progettista che|
         |ha redatto l'eventuale progetto di fattibilita'  |
         |tecnica ed economica, ferma restando la          |
         |necessita' di accettazione, da parte del nuovo   |
         |progettista dell'attivita' svolta in precedenza. |
         +-------------------------------------------------+
         |Non e' consentito il subappalto della relazione  |
         |geologica, che non comprende, va precisato, le   |
         |prestazioni d'opera riguardanti le indagini      |
         |geognostiche e prove geotecniche e le altre      |
         |prestazioni specificamente indicate nella norma. |
         +-------------------------------------------------+
         |Per l'accesso alla gara la stazione appaltante   |
         |puo' chiedere soltanto la prestazione di una     |
         |copertura assicurativa per la responsabilita'    |
         |civile professionale, per i rischi derivanti     |
         |dallo svolgimento delle attivita' di competenza. |
         +-------------------------------------------------+
|A base di gara per i lavori deve essere posto il |
         |progetto esecutivo. Non e', di regola, consentito|
         |l'affidamento congiunto di progettazione ed      |
         |esecuzione, salvo le eccezioni di legge. Tale    |
         |divieto non si estende ai settori speciali.      |
         +---------------------------------------
adminLinee Guida ANAC – servizi di ingegneria e architettura
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Piano Nazionale Anticorruzione 2016

PNA 2016: pubblicato in Gazzetta Uff. 24.8.2016
segnalazione a cura Studio Legale Ambiente


Pubblicato in Gazzetta ufficiale e sul sito ANAC il Piano Nazionale Anticorruzione 2016 destinato a regolamentare i singoli piani delle amministrazioni.

Interessante il punto 3.3 relativo alle società partecipate pubbliche la cui ibrida disciplina ha sempre creato problemi applicativi. Il piano afferma la soggezione di tali società alle norme sulla trasparenza ma rimanda anche alla prossima emanazione del testo normativo sulla riorganizzazione delle società a partecipazione pubblica; testo in itinere che a breve sarà pubblicato. Un settore dunque in evoluzione in cui ANAC suggerisce con chiarezza l’adozione del modello di cui al Dlgs. 231/2001 (responsabilità enti) e l’adozione di protocolli.

A breve dunque saranno emanate linee guida di Anac sul punto.

Vai alla lettura PNA 2016 

adminPiano Nazionale Anticorruzione 2016
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Convegno, Nuovo Codice Appalti, 23.6.2016 Padova: diapositive relatori

Studio legale Ambiente ringrazia i partecipanti al Convegno sul Nuovo Codice Appalti nonché i relatori tutti.
Si pubblicano le slides/diapositive relative a 3 interventi; le diapositive sono visibili solo ai partecipanti al convegno tramite apposita password.
Relazione introduttiva su quadro generale: clicca per leggere  Quadro normativo
Relazione cenni Ambiente e Appalti: clicca per leggere  Appalti e  Ambiente 
Relazione Sicurezza e Appalti: clicca per leggere  Appalti e Sicurezza 

adminConvegno, Nuovo Codice Appalti, 23.6.2016 Padova: diapositive relatori
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Certificazioni e Nuovo codice appalti

Certificazioni Sicurezza sul lavoro e Nuovo codice appalti
OSHAS 18001 – riduzione del 30% garanzia
a cura di Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri e Nadia Tosello


Con gli artt. 95 e 93 del D. Lgs. n. 50/2016, il legislatore ha finalmente riconosciuto ed attribuito, nell’ambito dei contratti pubblici, un valore significativo anche alle certificazioni ottenute dagli operatori economici nell’ambito del sistema di gestione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
In particolare, si segnala che nell’ambito dei criteri in base ai quali, ai sensi del comma 6 dell’art. 95, rubricato “Criteri di aggiudicazione dell’appalto”, del D. Lgs. n. 50/2016, è valutata l’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo, possono rientrare “la qualità, che comprende [….],certificazioni e attestazioni in materia di sicurezza e salute dei lavoratori, quali OSHAS 18001, caratteristiche sociali [….] innovative, commercializzazione e relative condizioni” oltre alle “caratteristiche  ….Continua lettura articolo 

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Appalti – Anticorruzione: pubblicato Dlgs. 97/2016

Appalti/Decreto anticorruzione: Dlgs. 97/2016
Pubblicazione dati – Stazione appaltante
segnalazione a cura di Studio Legale Ambiente


Pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’8.6.2016 il Decreto che riforma il Dlgs. 33/2013 (trasparenza della PA) e la Legge 190/2012 (cosidetta legge anticorruzione) che dialoga con il nuovo codice appalti (Dlgs. 50/2016). Il decreto entra in vigore il 23.6.2016. Molte le novità che ci riserviamo di commentare.
Leggi testo Decreto Legislativo 97/2016.
La lotta alla corruzione coinvolge molteplici settore e si combatte soprattutto con la trasparenza, con la pubblicazione dei dati.
L’art. 31 del Dlgs. 97/2016 si occupa ad esempio della pubblicazione di alcuni dati delle stazioni appaltanti-
1. L’articolo 37 del decreto legislativo n. 33 del 2013 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 37 (Obblighi di pubblicazione concernenti i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture). – 1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 9-bis e fermi restando gli obblighi di pubblicita’ legale, le pubbliche amministrazioni e le stazioni appaltanti pubblicano:

  a) i dati  previsti  dall'articolo  1,  comma  32,  della  legge  6
novembre 2012, n. 190
  b) gli atti e le informazioni oggetto di pubblicazione ai sensi del
decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (ovvero il Nuovo codice appalti)
  2. Ai sensi dell'articolo 9-bis, gli obblighi di  pubblicazione  di
cui alla lettera a) si  intendono  assolti,  attraverso  l'invio  dei
medesimi dati alla banca  dati  delle  amministrazioni  pubbliche  ai
sensi dell'articolo 2 del decreto legislativo 29  dicembre  2011,  n.
229, limitatamente alla parte lavori.».

L'art. 1 comma 32 L. 190/2012:
Con riferimento ai procedimenti di cui al comma 16, lettera b), del presente articolo, le stazioni appaltanti sono in ogni caso tenute a pubblicare nei propri siti web istituzionali: la struttura proponente; l'oggetto del bando; l'elenco degli operatori invitati a presentare offerte; l'aggiudicatario; l'importo di aggiudicazione; i tempi di completamento dell'opera, servizio o fornitura; l'importo delle somme liquidate. Le stazioni appaltanti sono tenute altresì a trasmettere le predette informazioni ogni semestre alla commissione di cui al comma 2. Entro il 31 gennaio (4) di ogni anno, tali informazioni, relativamente all'anno precedente, sono pubblicate in tabelle riassuntive rese liberamente scaricabili in un formato digitale standard aperto che consenta di analizzare e rielaborare, anche a fini statistici, i dati informatici. Le amministrazioni trasmettono in formato digitale tali informazioni all'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, che le pubblica nel proprio sito web in una sezione liberamente consultabile da tutti i cittadini, catalogate in base alla tipologia di stazione appaltante e per regione. L'Autorità individua con propria deliberazione le informazioni rilevanti e le relative modalità di trasmissione. Entro il 30 aprile (4) di ciascun anno, l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture trasmette alla Corte dei conti l'elenco delle amministrazioni che hanno omesso di trasmettere e pubblicare, in tutto o in parte, le informazioni di cui al presente comma in formato digitale standard aperto. Si applica l'articolo 6, comma 11, del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
adminAppalti – Anticorruzione: pubblicato Dlgs. 97/2016
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Convegno: Nuovo Codice Appalti, Padova, 23.6.2016 ore 9/13

Studio Legale Ambiente organizza incontro formativo sulle novità del Nuovo Codice Appalti (Dlgs. 50/2016) con riferimento ai settori dell’Ambiente, Sicurezza sul Lavoro e Anticorruzione.
Il Convegno si terrà a Padova, Giovedì 23 giugno 2016 dalle ore 8.45 alle 13.30 presso l’Hotel Marriott.
Per l’iscrizione al convegno vai alla locandina allegata ……Apri locandina e scheda iscrizione 

adminConvegno: Nuovo Codice Appalti, Padova, 23.6.2016 ore 9/13
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Sicurezza sul lavoro/Ambiente: casi di esclusione dall'appalto (3)

Sicurezza sul lavoro/Ambiente: casi di esclusione dall’appalto
Cause di esclusione – art. 80 comma 1 Dlgs. 50/2016 (in riforma al Dlgs. 163/2006 art. 38)
a cura di Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


Sempre con riferimento all’art. 80 Dlgs. 50/2016 si registra l’ampliamento del novero dei reati la cui condanna determina l’esclusione dall’appalto. Il legislatore si è adattato anche alle novità inserite dalla L. 68/2015 di recente vigenza.
L’ ultimo gruppo di reati, previsto dall’art. 80 comma 1 lettera g), trova espressione sintetica in quanto si riferisce ad ogni altro delitto da cui derivi, quale pena accessoria, l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione.
Si tratta di alcuni reati ai quali l’art. 32 quater c.p. (inserito dalla L. 68/2015) impone l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione …….. continua lettura articolo Corruzione e appalti 3 

adminSicurezza sul lavoro/Ambiente: casi di esclusione dall'appalto (3)
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