LINEE GUIDA ISPRA – SUOLO E COMPOSTAGGIO

compostaggioLINEE GUIDA ISPRA – SUOLO E COMPOSTAGGIO

DECRETO DIRETTORIALE 27.8.2026

SEGNALAZIONE A CURA STUDIOLEGALEAMBIENTE – CINZIA SILVESTRI


E’ utile analizzare le linee Guida ISPRA con riferimento alle attività di compostaggio. Il decreto direttoriale si occupa della “Approvazione dell’aggiornamento delle linee guida ISPRA per la redazione dei piani di monitoraggio o di gestione dell’impatto sulla qualità del suolo e sul carbonio nel suolo” ed è stato pubblicato in gazzetta ufficiale.

ISPRA si occupa di questo argomento perché, secondo il Decreto Legislativo 199/2021, è l’ente incaricato di proporre le linee guida per il monitoraggio e la gestione dell’impatto sulla qualità del suolo e sul carbonio nel suolo, in relazione alla produzione di biocarburanti, bioliquidi e combustibili da biomassa ottenuti da rifiuti e residui agricoli. Questo ruolo nasce dall’esigenza normativa di garantire che l’utilizzo di residui agricoli per fini energetici sia sostenibile e non comprometta la fertilità e la salute dei suoli, né aumenti le emissioni di gas serra.

Utilità nel compostaggio

Le linee guida e le metodologie sviluppate da ISPRA sono utili anche nel contesto del compostaggio, in quanto:

  1. Monitorano il contenuto di carbonio organico nel suolo: il compostaggio restituisce sostanza organica al terreno, migliorando la fertilità e la struttura del suolo.
  2. Valutano l’impatto della rimozione e dell’apporto di residui: le pratiche di asportazione dei residui per la produzione di energia (biogas, compost, ecc.) e il successivo reintegro tramite compost o digestato sono considerate nei bilanci di carbonio e nella valutazione della sostenibilità.
  3. Supportano la gestione agronomica: le pratiche di compostaggio sono riconosciute come positive per mantenere o incrementare il tenore di sostanza organica nei terreni, riducendo il rischio di erosione e migliorando la resilienza del suolo.

Le linee guida ISPRA sono utili in diversi casi:

  1. Produzione di biocarburanti e bioliquidi da residui agricoli: per garantire che la rimozione dei residui non impoverisca il suolo.
  2. Gestione sostenibile dei residui colturali: per valutare l’impatto di pratiche come la raccolta della paglia, degli steli o di altri sottoprodotti.
  3. Compostaggio e digestione anaerobica: per monitorare l’effetto dell’apporto di compost o digestato sul contenuto di carbonio organico e sulla qualità del suolo.
  4. Pianificazione agronomica e ambientale: per operatori agricoli che devono dimostrare la sostenibilità delle proprie pratiche, anche in vista di incentivi o obblighi normativi.

In sintesi, il lavoro di ISPRA è fondamentale per assicurare che le pratiche di valorizzazione energetica dei residui agricoli, incluso il compostaggio, siano compatibili con la tutela della fertilità e della qualità dei suoli.

Cinzia SilvestriLINEE GUIDA ISPRA – SUOLO E COMPOSTAGGIO