segnalazione a cura StudioLegaleAmbiente – avv. cinzia silvestri
E’ bello leggere il testo della direttiva (non ancora adottata) che si occupa di corruzione ovvero di massimi sistemi e dell’animo umano. La corruzione è radicata nella nostra storia, esiste da sempre e mai debellata. Combattuta e mai vinta. Il testo usa belle parole di principio ma non colpisce tutte quelle condotte che rimangono borderline e che espongono chi subisce e denucia, a ritorsioni. Colui che combatte, denuncia, spesso si trova immerso nel fango privo di strumenti per lottare. Una vita impegnata a lottare per tutti ma da solo. Esistono tuttavia, senza fare nomi, piccoli eroi del quotidiano che hanno sfidato la sorte. Pochi hanno vinto.
Ho cercato tra le righe della direttiva qualche indicazione concreta (che però non è compito della Direttiva) e trovo alcuni riferimenti anche al mondo forense, ai giudicanti chiamati a “rispondere”.
- Articolo 7: Si parla di violazioni gravi della legge da parte di funzionari pubblici, inclusi i giudici e gli arbitri, che possono essere configurate come reati di esercizio illecito di funzioni pubbliche.
- Articolo 15, paragrafo 2, lettera d): Si stabilisce che, nel caso di reati di corruzione, il fatto che l’autore del reato eserciti funzioni giudicanti possa essere considerato una circostanza aggravante.
- Articolo 20, paragrafo 4: Si prevede l’adozione di misure per rafforzare l’integrità e prevenire la corruzione tra le autorità giudiziarie, comprese misure relative alla loro nomina e condotta.
- Articolo 24: Si richiede agli Stati membri di fornire una formazione specializzata e aggiornata alle autorità giudiziarie per indagini e procedimenti penali relativi ai reati di corruzione.
Norme di encomio, certamente, ma esiste una enorme zona d’ombra, scivolosa, difficile da afferrare: tutte le volte che si inciampa nella violazione mera dell’integrità, della competenza, della correttezza per motivi che non necessariamente portano un vantaggio, che non possono integrare la “corruzione” . Tuttavia questa zona d’ombra è persino peggiore perchè crea forte disequilibrio e senso di impotenza. Crea un senso di pressione in chi subisce. Si comprende che la decisione, l’azione, il pensiero verrà governato da altri criteri imponderabili. Quando chi è nel giusto (e non solo) e soccombe per impotenza verso un sistema, per la impossibilità di ribellarsi alla pressione esercitata (che può essere impalpabile), si attiva la perdita di fiducia. Rimaniamo mortifcati ed il rischio è che ci allineiamo proprio al sistema che ci ha sconfitti. Non denunciamo più. Ecco, questa zona d’ombra che contiene le parole imparzialità, correttezza, trasparenza, competenza, costituisce il terreno utile alla corruzione, in ogni settore, e tuttavia la direttiva UE, densa di meravigliose parole di speranza, di intenti non riesce ad arrivare a tanto. Non può, lo sappiamo e accogliamo con speranza le sue parole. Ma riflettiamo.
In ogni caso, il cammino è lungo, si legge nel sito del PE: La direttiva dovrà ora essere formalmente adottata dal Consiglio. Entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE. Gli Stati membri avranno 24 mesi per recepirla (36 mesi per le disposizioni su valutazioni dei rischi e strategie nazionali).
