ORDINE RIMOZIONI RIFIUTI – tra ENTI PUBBLICI
CONSIGLIO STATO n. 235/2026
Segnalazione a cura Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri
Il Consiglio di Stato con sentenza n. 235 del 2026 torna a pronunciarsi sulla responsabilità dei rifiuti abbandonati. In effetti il problema della imputabilità a titolo di dolo o di colpa della condotta di abbandono dei rifiuti non è di facile soluzione e si presta ad infinite interpretazioni che si spingono spesso fino al limite della responsabilità oggettiva. La sentenza mette in evidenza la differente posizione dell’ente pubblico, del soggetto con finalità pubblica dal semplice cittadino, privato. Due pesi diversi, due misure che impongono di valutare in termini più rigorosi la responsabilità della Pubblica amministrazione.
Il caso
Tutto nasce dall’ordinanza emanata dal sindaco di Comune Campano che ordinava, al Consorzio generale di bonifica, lo smaltimento dei rifiuti abbandonati da ignoti (auto, moto ecc..) e depositati sul territorio controllato dallo stesso. Un caso classico.
Il Consorzio impugnava l’ordinanza avanti il Tar che accoglieva il ricorso del Consorzio e condannava il Comune. Il TAR accoglieva le ragioni del Consorzio che riteneva primariamente di non essere tenuto a rimuovere rifiuti altri neppure sul suo territorio e non rientrando tale attività tra i suoi compiti istituzionali.
Il Comune impugnava la sentenza del Tar ritenendo più che legittimo il proprio ordine di smaltimento. L’articolo 192 Dlgs. 152/2006 permette di ordinare la rimozione e ripristino non solo nei confronti di chi abbandona i rifiuti e realizza la condotta ma anche al proprietario o titolare di un altro diritto reale purché la violazione sia imputabile a titolo di dolo o di colpa.
La sentenza affronta vari temi ponendosi nel solco della giurisprudenza tracciata:
La colpa
La colpa può manifestarsi anche semplicemente con l’inerzia che spesso ha mille sfumature e può confondersi con il concetto di …..continua lettura articolo sintesi CdS 235/2025 rifiuti abbandonati