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Acque: violazione limiti tabellari e responsabilità società ex Dlgs. 231/2001

Acque: violazione limiti tabellari e responsabilità società ex Dlgs. 231/2001

Colpa e vantaggio/interesse nei reati ambientali

Cass. Penale n. 3157/2020

A cura di Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri – 28.1.2020


La sentenza della Corte individua condotte in ambito ambientale che concretano i requisiti di interesse e vantaggio utili a fondare la responsabilità della società ex Dlgs.  231/2001. La Corte ritiene che la plurime violazioni tabellari riscontrate e accertate (3) presso la società siano frutto di una consapevole scelta aziendale che non si è attivata per predisporre le dovute misure di prevenzione e dunque abbia tratto vantaggio proprio dalla omissione di tali cautele, pur non volendo la violazione in se’.

Una società viene imputata ex art. 137 Dlgs. 152/2006 (violazione limiti tabellari per reflui industriali). La contravvenzione è prevista dall’art. 25 undecies Dlgs. 231/2001 e dunque attiva la responsabilità della società per il reato presupposto.

La difesa della società sollecita l’attenzione su temi ampiamente dibattuti:

1) la relazione tra contravvenzione ambientale e l’esistenza (contrapposizione) tra interesse e vantaggio dell’ente/società. Afferma la ricorrente invero non sussistere l’elemento necessario di interesse e vantaggio “in particolare, nè il requisito dell’interesse nè quello del vantaggio sarebbero

logicamente conciliabili con la natura colposa dell’addebito penale in questione, tanto più a fronte della dedotta natura occasionale della violazione contestata, essendo stata la società sempre in regola con le autorizzazioni comunali,…”;

2)  evidenzia il ricorrente che in materia ambientale mancano “linee guida, come quelle invece previste per i reati in materia di sicurezza sul lavoro, cui uniformare i modelli di organizzazione aziendale ai fini della loro presunta idoneità a prevenire reati ambientali…”.

1) reati ambientali e interesse/vantaggio

La Corte dopo aver ribadito i principi ormai consolidati in materia di sicurezza sul lavoro ritiene che “I principi appena ricordati … continua lettura articolo Cass. pen. 3157.2020

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