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Locazione e responsabilità nella gestione dei rifiuti

Rifiuti abbandonati e responsabilità del locatore

Cassazione penale n.  27911/2019

segnalazione a cura di Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri


Il locatore di un sito sul quale altri abbandonato rifiuti è responsabile in presenza di determinati fatti che siano idonei ad attribuire  allo stesso una compartecipazione all’evento criminoso e comunque la consapevolezza dell’illecito che impone il dovere di diligenza e di evitare l’uso illecito del bene.

Indicativa è la Cassazione pen. n. 27911/2019 che segna l’evoluzione giurisprudenziale  della responsabilità del proprietario di un sito locato; sito sul quale altri soggetti commettano illecito abbandono di rifiuti  o realizzazione o gestione di discarica senza autorizzazione. Punto di partenza rimane il dogma che non ravvisa posizione di garanzia e dovuto obbligo di attivarsi per impedire la commissione di reato altrui, né obbligo di controllo nella posizione del proprietario del sito; né un comportamento meramente omissivo è sufficiente ad integrare il concorso nel fatto illecito.  Tale assunto resta fermo ma la sentenza citata rielabora e contestualizza le responsabilità trascinandole sul piano della diligenza, dell’adozione di tutte le misure necessarie a evitare illeciti; sul piano della colpa e della responsabilità in concorso.

Rileva nella decisione della Cassazione che il ricorrente proprietario del terreno aveva locato il bene ma aveva mantenuto copia delle chiavi;tale fatto era indice del carattere “fittizio” della locazione e incompatibile con “il totale passaggio della detenzione al locatario”. Sul proprietario dell’area su cui terzi depositano in modo incontrollato rifiuti ricade la penale responsabilità in quanto “tenuto a vigilare sull’osservanza delle norme penali ambientali (Cass. 45974/2011) “e ciò in quanto in tema di rifiuti la responsabilità per l’attività di gestione non autorizzata non attiene ..al profilo della consapevolezza e volontarietà della condotta, potendo scaturire da comportamenti che violino i doveri di diligenza per la mancata adozione di tutte le misure necessarie per evitare illeciti nella predetta gestione..”.  La Corte però segna il passaggio, marca la distanza tra la verifica della colpa, diligenza in grado di attribuire responsabilità e l’assunto mero  relativo a posizione di garanzia/omesso controllo: “ Queste impostazioni, ormai consolidate nella giurisprudenza della Corte e che il Collegio pienamente condivide, hanno superato, nei termini in cui esse sono state espresse, la posizione che la giurisprudenza di legittimità, richiamata anche dal ricorrente, aveva assunto in passato secondo la quale, in tema di gestione dei rifiuti, la responsabilità del soggetto avente la disponibilità di un’area sulla quale terzi abbiano abbandonato rifiuti è configurabile soltanto qualora venga accertato il concorso, a qualsiasi titolo, del possessore del fondo con gli autori del fatto, ovvero per una condotta di compartecipazione agevolatrice, non sussistendo in questo caso una posizione di garanzia in capo allo stesso (Sez. 3, n. 21966 del 15/03/2005, Nugnes, Rv. 231645)…”. Nel caso di specie la Corte conclude che l’imputato era a “conoscenza dell’attività svolta” ed aveva anche materialmente contribuito attivamente alla realizzazione dell’illecito concedendo in uso il bene (gabiotto) e consentendo l’accumulo dei rifiuti; responsabile in forza di un obbligo da parte del locatore di impedire l’uso illecito della cosa locata allorché egli ne sia consapevole o possa esserne consapevole mediante l’ordinaria diligenza in applicazione del disposto di cui all’art. 40 c.p. comma 2..

Mozziconi da fumo – delibera Albo gestori ambientali n. 5

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