Terre e rocce e Linee Guida SNPA 54/2019
Consiglio di Stato 9992/2025
segnalazione a cura StudioLegaleAmbiente – avv. Cinzia Silvestri
La sentenza del Consiglio di Stato 9992/2025 si occupa di un interessante caso relativo all’applicazione del regolamento DPR 120/2017.
La sentenza al punto 10.3 affronta il tema della rilevanza delle linee guida approvate con delibera numero 54 del 2019.
Le linee guida SNPA n. 54 /2019, approvate dal Consiglio del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, sono state elaborate ai sensi dell’art. 3 della L. n. 132 del 2016 per adottare regole condivise volte a razionalizzare, armonizzare e rendere più efficaci le attività e i dati derivanti dalle funzioni assegnate al Sistema.
Nel processo infatti viene contestato la rilevanza delle linee guida. Il consiglio di Stato precisa che le linee guida -SNPA 2019, “non costituiscono una fonte di diritto” e tuttavia “rappresentano un autorevole supporto interpretativo delle disposizioni legislative regolamentari in esame”. Le linee guida aiutano ad applicare i criteri stabiliti in sede europea al fine di stabilire se una sostanza possa essere qualificato come sottoprodotto. Le linee guida pertanto costituiscono un criterio tecnico idoneo a valutarle l’impatto sull’ambiente e la salute umana . Il consiglio di Stato evidenzia che le linee guida, nel caso in questione, non sono altro che una logica applicazione del dato normativo.
È importante infatti ricordare che il d.p.r. del 120 del 2017, ovvero il regolamento in materia di terra rocce da scavo ha dei riferimenti normativi ben precisi (Decreto legge 133 2014 può convertito con la legge 164 del 2014 – articoli 185,183, comma 1,A), art. 184 bis (sottoprodotto) e 184 ter d.lgs. 152/2006). Lo stesso DPR è un regolamento “normativo.
Certamente le Linee Guida SNPA non possono modificare, aggiungere integrare questo sistema e il Consiglio di Stato le riconosce e le richiama nel suo valore interpretativo.
Così la sentenza le applica al Caso in esame relativo alla valutazione delle soglie di rischio e contaminazione. Il caso trattato dal Consiglio di Stato merita un approfondimento e tuttavia si precisa, che le linee guida affrontano la gestione delle terre e rocce da scavo prodotte in aree già bonificate e certificate. Specificano che, nel caso di siti certificati alle CSR (Concentrazioni Soglia di Rischio), se lo scavo rientra nell’area della sorgente e le CSR sono superiori alle CSC (Concentrazioni Soglia di Contaminazione), le terre e rocce non possono essere gestite come sottoprodotti. Inoltre, sottolineano la necessità di verificare che la rimozione del materiale non comporti una modifica del modello concettuale dell’analisi di rischio, che potrebbe alterare le CSR oggetto di collaudo finale.
Queste linee guida, pur non essendo vincolanti, sono considerate un criterio tecnico e interpretativo per garantire la protezione dell’ambiente e della salute umana, in linea con i principi della normativa vigente.
Ciò significa che laddove le linee guida rispettano il dato normativo possono essere considerate nell’ambito tecnico operativo e interpretativo. Così sembra.